La nostra storia

2012 – 2018: 6 ANNI di VERONA PULITA

 

Michele Croce ha 44 anni, è nato e cresciuto a Verona ove tuttora vive. E’ fondatore e titolare di uno studio legale e tributario che gli ha permesso di conoscere le realtà economiche, professionali e sociali della città.

Nel 2012 partecipa alle sue prime elezioni comunali e si candida nella lista civica di Tosi.

I voti arrivano: 718 preferenze, record storico per un esordiente.

Voti e professionalità (avvocato tributarista, con esperienze in CdA di società quotate) lo portano alla Presidenza di Agec (a compenso zero), l’ente sociale per eccellenza a Verona che si occupa di case popolari, farmacie comunali, refezione scolastica, cimiteri ed onoranze funebri. Ma anche di appalti urbanistici misti pubblico/privato complessi. Molto complessi.

 

Si insedia il 12 luglio 2012 e da subito dà un svolta alla conduzione dell’ente. Presenza costante, conoscenza personale di tutti i dipendenti e prime battaglie, di giustizia e legalità. Tra luglio e agosto partono i blitz con le forze dell’ordine per stanare i furbetti nelle case Agec. Partono alcune verifiche aziendali per controllare procedure ed appalti stranamente concentrati in poche e fortunate imprese, gli strani benefit che queste imprese donano a qualche fortunato dipendente, i fortunati destinatari di strani affitti clamorosamente bassi in case di pregio in centro storico a Verona.

Troppo, decisamente troppo per un neo-presidente senza arte né parte (politica si intende). E scoppia così ad orologeria nel settembre 2012 lo scandalo dei presunti arredi nell’ufficio del presidente. Tutto falso, come definitivamente chiarito dalla Corte dei Conti il 1 febbraio 2016 (sentenza 14/2016: “nessuna spesa per mobili, nessuno sperpero di denaro pubblico”), al quale il presidente Croce si era rivolto auto-denunciandosi (unico caso nella storia in Italia di amministratore pubblico che si auto-denuncia). Ma la scusa per il Sindaco Flavio Tosi è pronta ed il 5 novembre 2012 lo revoca dall’incarico di Presidente di Agec. Ma la Giustizia, anche se lenta, prima o poi arriva: nel giugno del 2013 il TAR Veneto dà definitivamente ragione all’avvocato Croce, annullando l’ingiusta revoca di Tosi.

Ma perché far fuori Croce dall’Agec con un pretesto?

E’ presto detto: occorreva eliminare un presidente scomodo, costringerlo alla resa, eliminarlo dalla scena prima che le sue scoperte sulla appaltopoli in Agec diventassero di dominio pubblico.

Infatti il Presidente Croce, dopo aver relazionato il Sindaco Tosi senza riscontro (celebre la frase del Sindaco: “Nelle relazioni di Croce non c’è nulla di illegale, nessun reato!”), denunciò tutto alla Guardia di Finanza. Le conseguenze sono note a tutti: direttore generale, dirigenti e dipendenti di Agec arrestati, indagati, alcuni patteggiati altri condannati per turbativa d’asta e abuso d’ufficio.

Da simbolo di pulizia in Agec, l’avvocato Croce diventa simbolo di pulizia a Verona: sono sue le denunce dell’operato del Vice-Sindaco Giacino (arrestato e condannato per corruzione), dei legami anomali tra appalti comunali e personaggi legati alla ‘ndrangheta (che dedicherà all’avvocato Croce alcune “attenzioni”), e di altri esempi di cattiva amministrazione in città, portati alla ribalta anche dai giornalisti di Report che sul sistema Verona hanno dedicato nell’aprile 2014 una puntata storica.

L’avvocato Croce fonda così Verona Pulita, e le battaglie civili del movimento vengono conosciute e studiate oltre i confini locali e nazionali: Verona Pulita viene ufficialmente dichiarata come esempio nella lotta della società civile contro la corruzione dal Gopac (l’associazione mondiale dei parlamentari contro la corruzione) e da Transparency International, dai quali riceve encomi ufficiali. L’avvocato Croce diventa relatore in numerosi incontri e convegni sul tema in tutta Italia, oltre che protagonista di ricerche e studi.

Ma il senso di tutto rimane Verona.

Il 18 dicembre 2015 Michele Croce presenta il suo libro “La rivoluzione dei Veronesi” anticipando le azioni del suo programma elettorale: l’unico candidato sindaco alle amministrative del 2017 che si è presentato con un progetto di città e una squadra di governo un anno e mezzo prima dell’appuntamento elettorale.

L’11 giugno 2017 infatti Michele Croce si è proposto alle elezioni comunali a capo della lista civica Verona Pulita raccogliendo le realtà civiche, economiche, scientifiche, professionali e lavorative della città raccogliendo oltre il 5% con circa 6000 voti.

Questo contributo di principi e di voti è stato messo a disposizione del candidato sindaco Federico Sboarina nel ballottaggio, risultando determinante per la vittoria di quest’ultimo il 25 giugno 2017.

Ora la sfida è la buona amministrazione. Oggi Michele Croce e la lista civica Verona Pulita sono parte integrante della coalizione che governa la città di Verona con il primo Assessore italiano dedicato alla legalità, trasparenza e anticorruzione e lo stesso Croce è a capo della più importante azienda comunale: il gruppo AGSM Verona S.p.A., la sesta multiutility italiana. I risultati dei primi mesi sono riportati sulla cronaca di tutti i giorni, così come tutte le settimane i volontari di Verona Pulita si trovano nelle piazze e nei mercati di Verona, ieri come oggi, al servizio dei cittadini. E’ un civismo nuovo, fertile, pulito, capace di sfidarsi ogni giorno per una buona amministrazione della città.