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TURISMO: ILLUSIONI e REALTA’ (di Aventino Frau – tratto da rassegna stampa della Comunità del Garda)

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L'Arena 6.1.2015

L’Arena 6.1.2015

L’Arena ha pubblicato la notizia del convegno sul turismo di Verona, organizzato dal Movimento Verona Pulita, riportato in questa rassegna stampa della Comunità. L’avvocato Michele Croce, nella sua introduzione, ha voluto affermare una “operazione verità sui numeri del turismo veronese, sulla entità di Verona, quarta città turistica di Italia“. Ecco i numeri del turismo, ufficialmente dichiarati dalla stessa Regione, sulle presenze: Veneto 61.533.281, Venezia 33.988.624, Verona 14.094.314. Già, ma di quei 14 milioni, ben 11.343.425 sono del Garda, sponda veneta.
La città di Verona raccoglie dunque 2.750.000 presenze, comprese, con i relativi costi ed investimenti, quelle prodotte dagli spettacoli dell’Arena, del teatro romano, delle grandi mostre e della importante fiera.
Il turismo veronese, se si toglie il Garda, va più o meno alla pari con la spesa pubblica che lo sostiene. Lo stesso discorso vale per la provincia di Brescia, pur con numeri e situazioni diverse.
È dunque il Garda la miniera, quel Garda al quale le città vicine, le stesse province ancora di più, nulla danno e hanno dato e di cui tanto parlano e hanno parlato.
La provincia di Verona, ancora oggi, rincorre i quasi inutili IAT e la regione la rincorre per finanziarli.
Certo il Garda è il centro del turismo tra le due regioni che sembra non ricordare, come del resto pure province e comuni, che la promozione, prima e fondamentale, del turismo non è la pubblicità ma lo stato dei luoghi, la loro bellezza naturale, la pulizia delle acque, la non invasione del cemento delle costruzioni, la vivibilità del territorio e del traffico.
Il turismo è il richiamo di un complesso di fattori, di un modo di vivere che attrae e, per il Garda, che non è il circo equestre della riviera romagnola che, non a caso, richiama forme diverse di presenze, clienti diversi, con un target generale ben definito e definibile.
I turisti che stanno sul Garda possono, la sera, andare a Verona per l’Arena o a Brescia al museo di Santa Giulia, ma poi tornano sul Lago. Ciò potrà avvenire finché, tutti insieme, in un formidabile impegno, non lo rovineremo del tutto, come in larga parte della già bella Valtenesi è già avvenuto, come in tanti paesi inondati dalle inutili seconde case, come nel sovraccarico delle colline.
In un certo senso la salvezza del lago sta nel suo entroterra, nelle sue colline più distanti, le zone rimaste finora immuni dalla speculazione edilizia e finanziaria.
Vogliamo anche noi facilitare le operazioni “spagnole” della bolla edilizia che ha rovinato la Costa del sol con una edilizia degna di Brooklyn?
Un Garda veramente tutelato (se è ancora possibile) è una grande risorsa anche per le città vicine che devono però puntare ad un turismo proprio e specifico se vogliono non limitarsi al mordi e fuggi dei singoli eventi.
Verona e Brescia, dotate di diversi ma significativi centri storici, possono fare molto di più.
Verona in particolare, con una idea chiara di città che conosca e sappia interpretare il suo ruolo e la sua vocazione, non esclusiva ma prevalente, e gestirla senza demagogia, familismi, particolarismi e partitismi.
Per fare questo ci vuole una classe dirigente, una cultura, un progetto. Senza questi valori non bastano né la piccola politica che siamo costretti ad osservare, né i soldi sempre insufficienti della pubblica spesa, né l’illusione di essere la “quarta città turistica d’Italia”.

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Michele Croce

Michele Croce
Presidente Verona Pulita - A maggio 2012 credo nel modello Tosi e sono eletto nella sua lista. Poi scopro che non è oro tutto ció che luccica... È l'ora di Verona Pulita.

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