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Con un tweet del 17 aprile, @conTOSIiocisono mi invitava a leggere la Newsletter 21 della Fondazione tosiana “Ricostruiamo Il Paese”, dove avremmo trovato alcune risposte alle domande poste da Verona Pulita nell’articolo “Report e le domande senza risposta del sindaco di Verona“.
Letta attentamente la newsletter tosiana, ho chiesto al coautore di Report Sigfrido Ranucci chiarimenti al riguardo.
Ecco le risposte di Ranucci in esclusiva per Verona Pulita, punto per punto (in blu le affermazioni della newsletter tosiana, in rosso le considerazioni di Ranucci).Tosi e Ranucci
Come sempre, lasciamo a ciascun cittadino la libertà di farsi una propria opinione; non possiamo però nasconderci dall’evidenziare una domanda che assilla noi ed i tanti veronesi che incontriamo tutti i giorni: che cosa avrà mai di così tanto speciale la cittadina calabra di Crotone ed i suoi amministratori per aver attirato così tante volte (almeno quattro!) il sindaco di Verona?

Buona lettura con la prima puntata.

NEWSLETTER 21 | 17 APRILE 2014
Gentilissimi, Gentilissime
dedichiamo questa nuova newsletter a uno dei temi più strumentalizzati da Report: Flavio Tosi e il Sud.
Innanzitutto chiariamo che il viaggio di Flavio Tosi nel Centro Sud NON parte da Crotone. Prima di andare a Crotone, infatti, Tosi era già stato a Palermo il 25 ottobre 2013, a Catania il 26 ottobre, a Pescara l’8 novembre e il 13 dicembre, ad Avezzano il 14 novembre e a Salerno e Santa Maria Capua Vetere (Caserta) il 6 dicembre. Tutte tappe testimoniate da fotografie, articoli di giornale, pubblicazioni online sul nostro sito, su Facebook, su Twitter. Perciò dire che il viaggio è partito da Crotone è davvero una grande bugia. E noi le prove le abbiamo.
Era inteso che il viaggio di Report al seguito della Fondazione cominciava da Crotone, e si voleva sottolinearne la singolarità visto che Tosi agli esordi aveva fondato la sua campagna con la Lega con il motto “el leon che se sbrana el teron“.

Per quanto riguarda strettamente il viaggio in Calabria, messo sotto accusa per le cene con presunti “imprenditori in odore di ‘ndrangheta”, vogliamo ricordare che il sindaco di Verona è stato prima di tutto a Catanzaro, dove ha incontrato le autorità locali (Sindaco, Assessori, Consiglieri) e nel pomeriggio il Procuratore Aggiunto della DDA di Catanzaro, per uno scambio di opinioni sul territorio calabrese e veronese. Si è trattato di una visita istituzionale, organizzata da un ex magistrato di Verona ora trasferito alla Procura calabrese.
Tosi ha incontrato con Giorlo il sindaco di Catanzaro Sergio Abramo, che oltre ad essere un suo collega è soprattutto uno dei più ricchi fornitori del comune di Verona, visto che con la sua azienza, la Abramo Printing, stampa le multe dei cittadini veronesi che sono una delle entrate più ricche del bilancio del comune. Un appalto vinto con un bando di gara a firma del comandante dei Vigili Altamura. Come se nel comune di Verona non ci fossero stamperie in grado di eseguire il lavoro.

Nel tardo pomeriggio Tosi è arrivato a Crotone, dove ha partecipato a un incontro pubblico, al quale era presente anche il presidente della Provincia di Crotone, Stano Zurlo. Anche il presidente Zurlo, del gruppo Fratelli d’Italia, ha evidenziato il modo distorto con cui Report ha ricostruito la visita di Tosi, volendo a tutti i costi collegarla ad associazioni malavitose, con lo scopo di metterlo fuori gioco. Per questo Stano Zurlo ha smentito quanto affermato dal programma Rai, dichiarando alle telecamere di Esperia tv che “questa cosa è stata costruita sull’’assioma per cui chiunque ha rapporti con i calabresi ha automaticamente rapporti con la ‘ndrangheta. I calabresi in realtà sono 2 milioni e 980 mila. Solo 5 mila possono essere considerati proprio ‘’ndranghetisti, e 15 mila sono quelli che fiancheggiano, ma gli oltre due milioni restanti sono persone per bene“. Vi consigliamo di ascoltare l’’intervista integrale a Stano Zurlo, molto breve ma significativa, cliccando qui.
Per Stanislao Zurlo, presidente della provincia di Crotone, esponente del Nuovo CentroDestra, scopellitiano fedelissimo ed ex Alleanza Nazionale, è stato chiesto il rinvio a giudizio perchè un suo assessore fu intercettato al telefono mentre stringeva accordi con un esponente della cosca Vrenna per le elezioni, specificando che parlava anche a nome di Zurlo. L’assessore è andato a processo, scagionando inizialmente Zurlo, ma dopo la condanna lo ha rimesso in mezzo. E’ per questo anche per Zurlo ora è stato chiesto il rinvio a giudizio.

Fine della prima puntata. A domani con la seconda dove Fondazione e Ranucci tratteranno delle famiglie calabresi Forte (padre e figli) stabilitisi a Verona e Vrenna (cosca e imprenditore) rimasti a Crotone.

Michele Croce

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