A. FrauVerona ha qualche buon motivo di riflettere sulla politica nazionale e locale, soprattutto da quando il suo sindaco si è messo in testa di essere un leader nazionale e, imitando Renzi, vuole partecipare a presunte e poco probabili primarie del centrodestra.
Dimenticando di essere il segretario nazionale veneto della Lega e uscito dai confini e ha presentato la sua fondazione a Mantova, dove in verità c’era parecchia gente, anche se molti erano i veronesi.
La fondazione ambiziosamente si chiama “Ricostruiamo il Paese”. Tosi, facendo dimenticare il suo passato di leghista duro e puro, è poi andato in Sicilia, dove il senso dell’ospitalità è più forte, non solo per gli stranieri che arrivano in barca.
Certo la fondazione ha un suo documento programmatico ma è soprattutto la cassa per le future iniziative e sarebbe interessante vedere come e da chi è finanziata.
Il documento programmatico non esprime novità, non è caratterizzato da un progetto particolare, esprime anche buone idee ma sono quelle che girano ovunque, solo che nessuno le realizza né a destra né a sinistra.
Certo rimane difficile immaginare Tosi che sostituisce Berlusconi nel comando del centrodestra e per di più attraverso primarie che non ci saranno.
La Lega non è proprio in grado, dopo aver ottenuto la presidenza di Piemonte, Lombardia e Veneto, di ottenere di più dalla “nuova” Forza Italia e non sono più entrambe la forza galoppante della prima fase di questa stagione politica ormai giunta al declino.
Nè basta lo slogan lanciato da Tosi a Mantova che ci vogliono i quarantenni al posto degli ottantenni. Troppo facile.
In realtà Tosi sta dormendo sonni poco tranquilli. Il suo mito è stato costruito dalla tv e dalla stampa che, infatti, vive ancora di rendita sul personaggio e tace su quanto sta avvenendo a Verona, dove il mito sta cadendo a pezzi.
Il suo potente ufficio stampa, così bravo a valorizzare il personaggio, probabilmente ora ha notevoli difficoltà che Tosi (anzi la giunta) non può sempre affrontare con querele ai giornali, facendo pagare le spese legali ai cittadini.
Senza voler eccedere nei giudizi, pare però ormai chiaro che la gestione del potere comunale non sta dando se non risultati assai grami. La città sembra attonita di fronte all’azione della magistratura e agli scandali nei quali si trova l’amministrazione che ormai lambiscono (per usare un termine leggero) la direzione politica e non è detto che si fermino qui.
Ne nasce, inevitabile, il problema della responsabilità politica, della capacità di gestione della dirigenza, della scelta degli uomini, per il controllo che un capo deve esercitare, aldilà degli interessi, del familismo, del clientelismo.
Dov’è la nuova classe dirigente dei quarantenni, dove il promesso rinnovamento che è fatto dal metodo, dagli impulsi dei capi, dalla volontà politica?
Mentre la casa brucia, non si possono dare lezioni dalla tv nè voler ricostruire l’Italia quando pure la città è un impegno troppo gravoso e mal gestito.
Dopo quanto sta avvenendo c’è da ricostruire Verona, trovare una nuova dirigenza, basata sulle scelte importanti, su una strategia per la città, sul ricambio della dirigenza, sulla costruzione di un potere democratico che non si fermi solo al momento elettorale.
Bisogna indagare anche nel proprio esercito, tra i propri colonnelli ed essere politicamente capaci anche di rischiare qualche amicizia.
Quando ad Aristotele chiedevano come mai avesse criticato Platone, suo amico, rispose “Amicus Plato sed maius amica veritas” Platone mi è amico ma ancor più mi è amica la verità.
Se si preferisce l’amico alla verità, bisognerà poi arrendersi alla stessa e pagarne il conto che è salato, in responsabilità, in credibilità, in fiducia dei cittadini.
Non è necessariamente un conto giudiziario: non esiste solo il codice penale ma anche quello politico e morale. Altro che ricostruire l’Italia.

Aventino Frau

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