TOSI, IL VENETO COME TRAMPOLINO NAZIONALE (contributo ospitato nello Speaker’s Corner di Veneto Vox)

Il sindaco di Verona punta a sedersi al tavolo del centrodestra. Le regionali? Solo un’occasione mediatica.

Una campagna elettorale sotto tono, quella in corso nel Veneto. Pochi i confronti tra i candidati, che si guardano bene dall’affrontare le questioni che contano (crisi economica e occupazionale, ondate migratorie e sicurezza, autonomia), pochi gli incontri pubblici, praticamente nessun comizio. Sono del resto passati gli anni della passione politica ed in piazza i politici attuali, più che prendere consensi, rischiano di prendersi uova e pomodori.
Se il governatore uscente Luca Zaia conduce una campagna “ordinaria” (da lui ribattezzata low cost) cercando di sconfiggere l’unico suo vero nemico, l’astensionismo, dall’altra parte la candidata della sinistra, Alessandra Moretti, gira freneticamente bar e circoli di tutta la regione, ripetendo a memoria dei mantra di buona amministrazione per cercare di togliersi quell’immagine di “Lady Like” vuota che, peraltro, le sembra cucita addosso.
Ma arriviamo alla vera novità: il sindaco di Verona, Flavio Tosi, candidato governatore, che non ha avuto scrupoli nello smantellare l’amministrazione locale per candidare vicesindaco (quello in carica, non l’ex condannato per corruzione), assessori, consiglieri comunali, presidenti di enti e quant’altro, lasciando una città senza guida. Un sindaco che al di là delle frasi ad effetto, sa benissimo che non ce la potrà fare in Veneto ma che, a mio modesto parere, una incredibile vittoria l’ha già ottenuta. Pur con tutti i macigni che si trascina dietro (la vicenda del vicesindaco, pedinamenti e presunti pranzi anomali con capiclan, opere al palo, città senza guida e, pertanto, indice di gradimento in picchiata: da 1° a 62°), Flavio Tosi è riuscito ad accreditarsi, grazie ad una sapiente opera di comunicazione, uno dei leader del costruendo centrodestra.
Oggi a livello nazionale, quando si parla di centrodestra, si chiama in causa Tosi. Questo il suo grande risultato, tutto personale: essere diventato in modo furbissimo uno dei protagonisti del futuro polo moderato, insieme ai Passera, ai Fitto, allo stesso Salvini, all’erede (probabilmente naturale: Marina) di Berlusconi. Poi che cosà combinerà questo polo così eterogeneo, è difficile pronosticarlo. Ma il dato rimane.
Ed è per questo che del Veneto a Tosi gliene frega, in realtà, davvero poco. Usa la campagna elettorale per il risalto mediatico, come ascensore per i riflettori. A lui interessa Verona, per mantenere un esercito di fedelissimi aggrovigliati alla centinaia di “careghe” che in prima persona gestisce, e la sua scalata al tavolo dei protagonisti del centrodestra, già portata in buona parte a compimento. Ma se a Verona i veronesi hanno oramai da tempo aperto gli occhi su chi li amministra, io credo in Italia per chi ha a cuore l’alternanza democratica ed un centrodestra preparato e competitivo, ci sia davvero poco da stare allegri.

Michele Croce

Print Friendly

Michele Croce

Michele Croce
Presidente Verona Pulita - A maggio 2012 credo nel modello Tosi e sono eletto nella sua lista. Poi scopro che non è oro tutto ció che luccica... È l'ora di Verona Pulita.

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*

*