titanicHa tanto tempo a disposizione il sindaco di Verona.
Dovrebbe amministrare la città, è impegnato in una campagna elettorale inutile (nel senso che, a quanto va dicendo, comunque non andrà in Europa), e invece di occupare il tempo a sfornare ordinanze che siano veramente utili per i cittadini veronesi, si cimenta con quelle finte. Sprecando il suo tempo anche se il Carnevale è finito da un pezzo, ma seordinanza Calabria 1mbra che solo lui non se ne sia accorto.
Scherza con la ‘ndrangheta, con tanto di ordinanza provocatoria numerata, datata e firmata su carta intestata, non della sua Fondazione ma del Comune di Verona (che è dei cittadini veronesi e non suo).
Con il suo vicesindaco Giacino arrestato per tangenti, l’assessore Giorlo dimessosi per le ordinanza Calabria 2inquietanti denunce di Report, tanti altri suoi amministratori di fiducia imputati, indagati e perquisiti, il sindaco Tosi cosa fa? Invece di prendere i provvedimenti opportuni, scherza, si diverte!
Ci ricorda il pianista che continua a suonare mentre il Titanic affonda.
Noi crediamo invece che ci sia poco da scherzare e molto da spiegare.
A partire dalle DOMANDE ancora SENZA RISPOSTA che la trasmissione di REPORT di Sigfrido Ranucci ha sollevato.
E che noi riproponiamo qui sotto in rosso. Perché i cittadini esigono risposte e rassicurazioni non ordinanze farsa. Non ci vuole tanto: neghi, chiarisca, spazzi via i dubbi su connivenze, amicizie, rapporti. Se è in grado di  farlo ovviamente.

Visto che l’operazione con cui Tosi ha tentato di screditare i giornalisti di Report si è trasformata in un boomerang nei confronti suoi e dell’intera città con l’effetto di moltiplicare i già tanti dubbi circa l’operato della sua amministrazione, il sindaco ancora non ha risposto sul perche’ si è servito di due personaggi come Sergio Borsato e Massimo Giacobbo nell’operazione – poi rivelatasi controproducente visto che hanno portato al sindaco una versione parziale dei fatti realmente accaduti – tesa esclusivamente a creare i presupposti della diffamazione e delegittimare l’inchiesta di Report?
Perché a distanza di settimane dalla trasmissione di Report il sindaco non ha ancora chiarito la natura dei suoi rapporti con Massimo Giacobbo, l’uomo che riprende con la telecamera nascosta il giornalista di Report? Era a conoscenza che Massimo Giacobbo si è presentato per aiutare imprenditori in difficoltà in nome di rapporti privilegiati con la sua corrente politica? Che Giacobbo vantava rapporti privilegiati con la società regionale Veneto Sviluppo con manager vicini al sindaco Tosi, e che avrebbe poi cercato di spillare 400 mila euro ad un imprenditore in difficoltà in cambio di un finanziamento di 1,5 milioni di euro? La domanda e’ semplice: conosce Massimo Giacobbo, si o no?

Non ha ancora detto se  corrisponde al  vero che ha avuto contatti nelle cene elettorali con esponenti della famiglia Giardino, i cui rappresentanti avrebbero partecipato in qualità di imprenditori a un summit di mafia tenutosi a Crotone nel corso del quale secondo quanto emerso dalla trasmissione di Report i boss avrebbero parlato di un accordo elettorale con la Lega Nord.

Non ha risposto sulla  natura dei rapporti con  altri imprenditori crotonesi presenti alle cene elettorali.

E soprattutto  se  corrisponde al vero quanto denunciato da Report in merito dell’esistenza di accordi in base ai quali in cambio di  appoggio elettorale venivano concessi  appalti e assunzioni presso un’altra società partecipata, la Serit che si occupa di smaltimento di rifiuti.

Il sindaco non ha  ancora risposto se corrisponde al vero che nel corso delle cene elettorali sono stati raccolti fondi in nero per la campagna elettorale del suo (ex) assessore Marco Giorlo.

E perché, se niente di tutto quanto detto dalla trasmissione trova fondamento, come dice da mesi, ha accettato le dimissioni di Giorlo?

E soprattutto perche’ non ha ancora pubblicato i nomi dei finanziatori della sua Fondazione e della sua ultima campagna elettorale?

Michele Croce

Print Friendly, PDF & Email