Di fronte ad una città attonita per gli scandali e le inchieste giudiziarie che stanno demolendo il mito del “modello Verona” per rivelare il tragico “sistema Verona” – e siamo appena agli inizi – c’è da registrare un fenomeno preoccupante.
Il silenzio delle realtà economiche, mediatiche, politiche.
Non una sigla sindacale – ad eccezione della UIL Trasporti che ha denunciato la cattiva gestione dell’Aeroporto Catullo – ha espresso lo sdegno per quanto sta accadendo. Si tratta di un silenzio incomprensibile visto che la rivolta contro il “sistema” è stata avviata proprio grazie ai lavoratori, stanchi di assistere a premi/promozioni/assunzioni riservate agli amici degli amici, e grazie alle imprese, stufe di essere escluse o di dover chiamate a pagare inutili consulenze per poter lavorare.
Gli organi di informazione locali, specie televisivi ed a parte qualche rara eccezione, si sono ben guardati dall’informare e hanno invece fatto a gara per minimizzare, trascurare, ignorare gli avvenimenti come se nulla, o nulla di rilevante, fosse accaduto. Meglio, come se fossero cose che succedono…
La politica locale, infine, sta scrivendo una pagina nera, nerissima del proprio diario. Le ambivalenze del PD nella vicenda Agec (dove la consigliera PD di minoranza si é sempre conformata alla maggioranza nonostante le evidenze) ne sono un esempio. Per non parlare di ciò che resta del PDL e della LEGA NORD, ove nemmeno uno tra parlamentari, presidenti, sindaci, consiglieri e truppa varia ha proferito una sola parola sul disastro incombente. Troviamo chi si accapiglia solo sui nuovi supermercati (battaglia peraltro in sé giusta che condividiamo), chi si fregia di aver portato milioni di euro pubblici alla Fondazione Arena (il cui Sovrintendente – anch’esso indagato – tutto parrebbe saper fare tranne che gestire con profitto l’anfiteatro più bello del mondo). E chi semplicemente non dice nulla.
Indifferenza? Patto di non belligeranza? Paura? Noia?
Poco importa.
Ormai siamo ad un bivio.
Da un lato c’è chi lotta con i veronesi al fianco (oltre che a servizio) della Procura per una Verona Pulita, ben amministrata e libera dai corrotti, che si rigenerano e si riciclano ad ogni ciclo elettorale anche nella nostra città.
Dall’altra ci sono i sodali ed i silenti, che pur non errando con parole od opere, certo non servono la città con le loro omissioni.
Una strada porta alla rinasciata della città, l’altra ad un peggioramento della crisi.
I veronesi di questo sono ben consapevoli e indicheranno presto quale strada si deve seguire.

Michele Croce

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