Riccardo Pelizzo

Riccardo Pelizzo

Negli ultimi 30 anni si è parlato tanto di riforme istituzionali e costituzionali. Si è parlato della riforma della giustizia, della forma di stato, della forma di governo, dell’assetto parlamentare e del sistema elettorale—che è l’unica cosa che è stata modificata negli ultimi 23 anni. Nel 1991 il sistema elettorale proporzionale fu modificato con l’introduzione della preferenza unica, nel 1993 si adottò il Mattarellum che fu poi utilizzato per le elezioni del 1994, 1996, e 2001, nel 2005 si adottò il Porcellum, con cui sono già state fatte tre elezioni, e oggi si discute di una nuova riforma elettorale.
Ma nonostante l’ansia riformatrice di questo governo, giovane e pieno di buona volontà, non si è ancora visto alcun progetto di riforma che punti a promuovere il buon governo e a contrastare la corruzione—che rappresenta il maggior problema per il paese.
La corruzione ci costa. La corruzione ha un costo insostenibile. Di oggi è il rapporto di Transparency International che ci dice che solo la corruzione nella sanità ci costa 23,7 miliardi di euro. Si tratta dell’1 per cento del Prodotto Interno Lordo. Denaro buttato in maniera improduttiva, immorale, e disonesta. La corruzione distrugge i conti pubblici. E’ responsabile per tanti, troppi disservizi. Erode la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e fa male al paese.
Per cui noi rivolgiamo un accorato appello ai riformisti di tutti gli schieramenti di prestare un po’ più di attenzione alla promozione del buon governo e della buona amministrazione e alla lotta alla corruzione. Tagliare il costo del Senato o tagliare gli stipendi dei manager pubblici, serve a poco, se poi vengono prese decisioni dannose per il paese e le aziende pubbliche sono gestite in maniera fallimentare.
Si deve governare meglio, si deve amministrare meglio, si devono eliminare gli sprechi, e si deve rendere il sistema più efficiente—che significa erogare più servizi senza portare i conti pubblici allo sfascio.
Le riforme di cui l’Italia ha bisogno sono quelle che ci permetteranno di centrare questi obiettivi. Tutto il resto è, al momento, molto ma molto meno importante.

Dr. Riccardo Pelizzo, M.A., Ph.D.

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