PREFETTURALa parte più grave, significativa e inquietante delle rivelazioni di Report (clicca qui per guardarlo) è quella che riguarda la presenza di personaggi legati alla ‘ndrangheta e comunque discussi e indagati, i rapporti particolari, politici, amicali, di sponsorizzazione, di presenze negli appalti e nelle attività del Comune di Verona.
I rapporti, documentati ed emersi chiaramente, tra il sindaco Tosi, alcuni suoi assessori e consiglieri e personaggi espressione di tali ambienti non si rivelano solo inopportuni ma lasciano gravi preoccupazioni nella pubblica opinione circa le loro conseguenze.
Emerge la necessità di rispondere ad alcune domande inevitabili per una seria valutazione dei fatti emersi, dei rapporti interpersonali, dei collegamenti politici, delle donazioni o dei finanziamenti, dei pranzi offerti e di tutte quelle attività rivelatrici di rapporti con ambienti malavitosi in Calabria e con loro propaggini nel veronese.
Notoriamente tali forme di sostegno, amicizia, collegamento sono foriere di attività che possono diventare ricattatorie o richiedere contropartite illecite, diventare strumenti di alterazione delle procedure e del buon governo delle pubbliche attività.
Nel quadro della massima fiducia nelle istituzioni che governano la nostra società, da quelle amministrative a quelle giudiziarie, riteniamo che esse abbiano ora l’obbligo istituzionale di indagare sulle vicende emerse, sui loro aspetti a noi ancora sconosciuti, sulle implicazioni nella gestione del Comune, delle sue partecipate, dalla stessa politica veronese.
È un problema che coinvolge le funzioni e le responsabilità del Procuratore Capo di Verona e del Prefetto, rappresentante del Governo nella nostra provincia e nel cui potere c’è pure la valutazione relativa al possibile commissariamento del Comune se le infiltrazioni sono accertate.
E’ alla luce della lettera e dello spirito delle norme per la salvaguardia dalla criminalità organizzata che ci rivolgiamo dunque alla loro attenzione.
Ad essi spetta fugare, con atti responsabili e per quanto possibile celeri, le incertezze, i sospetti, lo sgomento della pubblica opinione.
Ad essi anche interrompere speranze ed azioni della stessa criminalità e far capire che Verona ne rifiuta le influenze e le pressioni
Dobbiamo avere il coraggio di affrontare la verità, di rimediare agli errori commessi, di evitare l’inserimento di germi malavitosi nella nostra società.
Ciò comporta, lo diciamo con grande dolore ed umiliazione, anche giungere al commissariamento della città e consentire la futura ripresa, con le forze sane disponibili che i cittadini sapranno sostenere con il loro democratico consenso.

Michele Croce

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