RENZI ed i MANAGER STRANIERI per i MUSEI ITALIANI (del prof. Riccardo Pelizzo)

Riccardo Pelizzo

Riccardo Pelizzo

Un nuovo contributo del Prof. Riccardo Pelizzo, critico sulla nomina di presunti esperti stranieri nei grandi poli culturali italiani.

Il governo ha messo venti nuovi manager a capo di venti importanti realtà museali. Sette di questi venti sono stranieri e il governo ha parlato di grande successo.
Che il governo italiano, che ha poco di cui vantarsi, cerchi di difendere la scelta fatta è comprensibile, quello che è meno comprensibile è il fatto che una percentuale elevata di italiani – posto che il sondaggio del Corriere sia attendibile – condivida questa scelta.
Un dibattito serio vorrebbe che almeno qualche voce critica si levasse ed invece, ad eccezione del solo Sgarbi, di voci critiche se ne sono sentite poche finora.
E’ giusto che la scelta di un manager culturale sia fatta su base meritocratica, valutando se il manager ha competenze ed esperienza.
Alcuni dei nominati hanno le competenze, ma non l’esperienza manageriale amministrativa. Il caso del giovane messo a capo delle rovine di Pesto è emblematico. Si tratta di uno studioso giovane, che al momento non può vantare per motivi anagrafici né una particolare esperienza scientifica né una grande esperienza manageriale. Ora se il criterio delle nomine è quello di competenze ed esperienza, perchè violarlo con alcune delle nomine?
Se l’esperienza amministrativa e manageriale è fattore secondario, ci sarebbero stati numerosi studiosi italiani, in Italia o all’estero, con le competenze scientifico-settoriale che la posizione richiedeva. Per cui perchè non sono stati considerati?
Se invece la competenza settoriale non conta, com’è possibile che fra i tanti, bravissimi, e preparatissimi managers che escono dalla Bocconi o dalla LUISS, non vi fosse qualcuno che potesse essere assunto per modernizzare il management delle realtà museali italiane?
La possibile obiezione è che come noi assumiamo gli stranieri, facendo loro un favore, gli stranieri lo ricambiano assumendo i nostri. Si tratta di una obiezione sbagliata. Quando l’Italia esporta cervelli, come nel caso di un economista del valore di Alesina, siamo noi a fare un favore agli altri e non viceversa. Che lo faccia il capo del governo, capo del PD, e aspirante capo del Partito della Nazione, dimostra solo che il capo del governo non è all’altezza dei ruoli e incarichi che vuole ricoprire.

Dr. Riccardo Pelizzo, M.A., Ph.D.

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Michele Croce

Michele Croce
Presidente Verona Pulita - A maggio 2012 credo nel modello Tosi e sono eletto nella sua lista. Poi scopro che non è oro tutto ció che luccica... È l'ora di Verona Pulita.

1 Commento

  1. corlucky@libero.it

    Nom solo per la prima volta d’accordo col Prof. Pelizzo. 7/12 di Stranieri chiamati a gestire I nostril Musei, servono a “segare le gambe” ad altrettanti Padrini che grazie a ciò avrebbero tenuto inalterate le loro capacità di scampiatori di favori e quindi di voti. Fosse per me mi auguro che la prossima volta invece di sette ce ne saranno 14. Solo cosi, o meglio, anche cosi si tarpano le ali alla corruzione tricolorita. Avanti.

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