Palazzo Barbieri

OMBRE SINISTRE SUL COMUNE DI VERONA?

Leggendo qua e là su internet, mi sono imbattuto in un articolo che il noto giornalista Ruotolo ha scritto il 26 giugno 2013 per “La Stampa” di Torino, menzionando i presunti rapporti tra l’ex tesoriere Belsito, le cosche calabresi legate agli ambienti massonici e la nuova “Lega di Tosi” (vedi articolo: http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/maroni-o-massoni-la-lega-al-centro-di-un-torbido-intreccio-tra-poteri-occulti-58358.htm). Secondo quanto si legge vi sarebbe un’inchiesta della Direzione Investigativa Antimafia che sta facendo tremare i palazzi del potere e che lambisce anche la nostra città.

Il Sindaco ha prontamente negato conoscenze e coinvolgimenti annunciando immancabilmente azioni legali a tutela della sua onorabilità.

E’ ovvio che è quantomeno prematuro esprimere un giudizio su quanto sta avvenendo, tuttavia perennemente animati dal desiderio che le notizie – anche quelle più nascoste – vengano messe a disposizione dei cittadini riteniamo opportuno segnalarvi un qualcosa che riguarda la nostra città.

Sto parlando di appalti da centinaia di milioni di euro per i lavori pubblici nel Comune di Verona e della So.Ve.Co. S.p.A. che di questi appalti è la regina.

So.Ve.Co. S.p.A. a Verona ottiene appalti a “rotta di collo”, per inciso, come abbiamo già detto, ristruttura l’attico dei coniugi Giacino, ma nel contempo finisce sotto la lente di ingrandimento del Nucleo di Polizia Tributaria di Verona (informativa del 16.07.2009 n. 6164). Balza all’occhio la circostanza che uno dei due soci al 50% dell’azienda (capitale sociale: 1,5 milioni di euro) non presenti dichiarazione dei redditi dal 2001 ed è sposata con tale Antonino Papalia da Delianuova (Reggio Calabria), ritenuto socio occulto della stessa So.Ve.Co. S.p.A. e soggetto cui la Polizia Giudiziaria dedica letteralmente fiumi di inchiostro.

Qui si ferma la prima puntata.

Sarà un’estate rovente a Verona.

Michele Croce

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