Aventino Frau copertina libroL’on. Avv. Aventino Frau mi ha pregiato di una copia del suo ultimo libro: “Agenda per un Paese immobile e per un partito che non c’è“. Nella lettera di accompagnamento mi ha dedicato parole importanti, tra le quali “coraggio” e “responsabilità“. Lo ringrazio pubblicamente. Non avendo titoli nè capacità per fare una recensione, mi sono permesso di richiedere al politologo di fama mondiale Riccardo Pelizzo di farne una. Schietta e sincera ovviamente, nello stile di Verona Pulita. Grazie ad entrambi. Michele Croce.

L’avvocato Croce, fondatore, animatore e presidente di Verona Pulita mi ha chiesto di recensire l’ultimo libro di Aventino Frau, in cui il politico veronese, discute della necessità delle riforme, della necessità di rifondare i partiti, della necessità di una politica migliore, dell’inutilità delle categorie di destra e sinistra e così via.

Il libro dice delle cose giuste, ma dice anche alcune inesattezze. Mi limito a indicarne una relativa al confronto fra la classe politica attuale giudicata negativamente da Frau e la classe politica di un tempo giudicata invece molto positivamente.

La differenza fondamentale fra la classe politica italiana di oggi e quella che, dopo il compromesso, governò il paese è una sola: la classe politica di allora è responsabile per aver raddoppiato il debito pubblico facendolo quasi raddoppiare fra il 1979 e il 1992, mentre quella di oggi cerca come può di arginare un debito catastrofico fatto i quegli anni di scelte dissennate da una classe politica sprecona.

Si dice che la classe politica di allora fu molto lungimirante. Non lo fu.  Non si rese conto delle trasformazioni demografiche della società italiana, non si rese conto di come queste avrebbero sconquassato il nostro sistema previdenziale, finanziò la crescita con l’espansione del debito,  non finanziò la ricerca e lo sviluppo ponendo così le basi per la nostra attuale arretratezza tecnologica, ed utilizzò l’impiego pubblico per limitare la disoccupazione. Tutte scelte sbagliate.

La seconda repubblica è stata una occasione mancata. Le riforme non sono state fatte, né a destra nè a sinistra si è riusciti a dar vita a partiti funzionanti, il debito pubblico è rimasto alto e il tasso della crescita economica non è stato paragonabile a quello dei decenni precedenti.

Ma tutti questi problemi nascono nella prima repubblica. Sono il frutto di scelte sbagliate di una classe dirigente che, per quanto colta ed ideologicamente attrezzata, ha fatto scelte dannosissime per il paese.

L’insoddisfazione per un presente deludente, non ci deve far ignorare le ben più gravi manchevolezze del passato. Sarebbe un grave errore.

Dr. Riccardo Pelizzo, M.A., Ph.D.

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