immigrazionePer andare in molti paesi in via di sviluppo è necessario avere un passaporto valido per molti mesi, avere un certo numero di pagine libere per timbri e bolli, e serve avere il visto.
Anche se l’ottenimento del visto viene generalmente rilasciato a chi produce la documentazione necessaria, la preparazione della documentazione è spesso laboriosa. Bisogna compilare vari moduli, mostrare le prenotazioni aeree per l’entrata e l’uscita dal paese, si deve comunicare dove si risiederà nel corso del soggiorno, si devono fornire indicazioni su cosa si vada a fare nel paese, e serve spesso, per chi viaggia per lavoro, una lettera di invito da parte dell’azienda o dell’organizzazione per cui si va a lavorare. Non solo, in taluni casi le autorità richiedono che questa lettera sia firmata in originale e che sia certificata da notaio.
Posto che il visto sia rilasciato, che il passaporto sia valido, al viaggiatore serve anche avere con sé il libretto delle vaccinazioni che dimostri la vaccinazione contro la febbre gialla, altrimenti nonostante il visto e la validità del passaporto nei paesi in cui la febbre gialla è endemica non si può entrare.
A Singapore, chi ci va per lavoro ci va con tutta una serie di documenti tra cui un visto di principio, che viene trasformato in un visto effettivo solo dopo che il lavoratore è stato sottoposto ad un attento esame medico ed è stato giudicato idoneo a svolgere il lavoro per cui è stato chiamato.
In altri paesi, non si può entrare se si è o si è stati affetti da una qualche malattia (per esempio la tubercolosi).
Anche se non in tutti i paesi si richiede una qualche vaccinazione o un completo esame medico, in tutti i paesi – salvo diversi accordi bilaterali – servono i documenti: visto e passaporto.
Chi entra in un paese senza passaporto, senza visto, o chi rimane nel paese dopo la scadenza del visto è un immigrato illegale — reato per cui si può essere soggetti a detenzione, a deportazione, e al divieto più o meno lungo di rientrare nel paese dove si è risieduto illegalmente.
Questo avviene in Australia, in Canada, in Francia, e negli Stati Uniti. Perfino paesi (UK, Germania) fino ad oggi piuttosto tolleranti con gli immigrati clandestini – che sono fuorilegge – stanno dando un giro di vite e si preparano ad espellerli.
I clandestini utilizzano servizi e beni pubblici a cui non hanno diritto, contribuiscono al dissesto dei conti pubblici, possono essere reclutati dal crimine, e possono svolgere attività terroristiche – per questo la loro presenza non può essere tollerata come hanno sottolineato negli ultimi mesi sia il governo britannico che quello tedesco.
Che in Italia si voglia percorrere la strada opposta sull’onda dell’emotività è pura demagogia, cattiva politica e pessima amministrazione.

Dr. Riccardo Pelizzo, M.A., Ph.D.

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