LA RACCOLTA PUNTUALE. LA SOLUZIONE DI VERONA PULITA PER NON GETTARE NELLA SPAZZATURA ANCHE IL FUTURO DI VERONA.

“Raccogliere meglio per pagare meno” e “pagare secondo i volumi di rifiuto prodotti”: questo è il progetto che la lista Civica Verona Pulita di Michele Croce presenta con l’ing. Massimo Palvarini, che ha collaborato con primarie aziende del Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia in ambito impiantistico per la raccolta e trattamento dei rifiuti con esperienze in Italia ed all’estero.

Pagare in base a quanto volume di rifiuti si produce sembrerebbe logico, ma così non accade, almeno non a Verona. E forse al momento è meglio così, perché il rapporto dei Rifiuti Urbani della Regione Veneto redatto da Arpav ediz. 2016 riporta che tutti i bacini della nostra Regione hanno avuto una diminuzione del EER (Frazione indifferenziata o “secco”), mentre per quanto riguarda Verona Città parla addirittura di un aumento quasi dell’1%; la frazione indifferenziata corrisponde al 28% del rifiuto urbano raccolto.

Eppure Verona è considerata una città virtuosa, perché? Le normative regionali prevedevano il raggiungimento del 60% di raccolta differenziata per il 2012 e il raggiungimento del 76% per il 2020. La provincia di Treviso, ha già anche superato questo traguardo con un 81,6%. I bacini di Verona Nord e Verona Sud (ovvero quelli riferiti ai soli Comuni della Provincia) si attestano su percentuali rispettivamente del 70,9% e 73,5% (quindi superiori alla media) mentre Verona Città si attesta come la più bassa della regione Veneto con una percentuale pari al solo 48,1%. Risultato? Verona ha una percentuale di raccolta differenziata del 68,8%, ma solo grazie alla sua provincia, perché quel 48,1% la rende un fanalino di coda per la media nazionale. Il rifiuto residuo per Verona città è pari a 233 kg/abitante (seconda solo a Padova centro con il 236 kg/abitante) rispetto ad una media regionale pari a 123 kg/ab.

Qual è la ricetta di virtù di Verona Pulita? Un sistema collaudato e i cui risultati sono già misurabili in Italia e all’estero: il “Pay as you throw”, la raccolta puntuale per cui, di fatto, si paga in base a quanto si inquina.

Solo per fare alcuni esempi: uno dei primi comuni ad aver adottato efficacemente la raccolta puntuale è stato Ponte delle Alpi nel Bellunese. Recentemente ha destato parecchio interesse il caso del Comune di Parma che risulta il comune più grande d’Italia per ampiezza demografica ad applicare la tariffazione puntuale, con i suoi 190.000 abitanti. A Parma è stato raggiunto il 72% di raccolta differenziata già nei primi 6 mesi grazie all’introduzione della tariffa puntuale. Trento con i suoi 120.000 abitanti dal primo gennaio del 2013 applica la tariffazione puntuale e nel 2015 ha superato l’80% di raccolta differenziata con una diminuzione del rifiuto totale prodotto di circa il 10% dal 2013.

In Europa è un sistema esteso tra le municipalità degli Stati Membri del Nord Europa, in particolare in DanimarcaBelgioOlanda o in Austria ed in Germania dove il principio “chi inquina paga” è previsto nella Legge Federale e viene prevalentemente applicato attraverso la previsione di sistemi e tariffe calcolate in funzione della volumetria del contenitore scelto e della volumetria rapportata alla frequenza di svuotamento. Nei Paesi Bassi nel 2007 solo il 17,9% dei comuni applicava delle tariffe variabili a rilevazione puntuale mentre nel 2014 la percentuale di tali Comuni era arrivata al 40%. In Francia al primo gennaio 2014 erano circa 150 i comuni, pari a 3,5 milioni di abitanti, che avevano adottato la tariffazione puntuale, che in francese si chiama la Redevance Incitative ma l’ADEME stima che al 2017 si arriverà già a circa 6 milioni di utenti serviti con tale sistema. Nella città di Vienna dove la gestione è pubblica dal 1974, il regime tariffario di finanziamento della raccolta e del trattamento viene introitato in funzione del costo della volumetria del contenitore prescelto del rifiuto residuo e dalla frequenza di svuotamento. Questo sistema è utilizzato anche a Berlino e Monaco di Baviera dove si paga anche in funzione del rifiuto organico (Biotonne), mentre la Città di Lipsia (530.000 abitanti) ha adottato anche una parte variabile della tariffa legata al numero degli svuotamenti che la pone tra le principali città europee in termini di grado di intercettazione dei materiali raccolti da raccolta differenziata (213 kg/ab/anno) e produzione pro-capite del residuo (149 kg/ab/anno) raggiungendo circa il 60% di raccolta differenziata al 2014.

E’ un sistema che funziona e la filosofia che sta alla base della Tariffa Puntuale è la collaborazione: se tutti si comportano in modo corretto, il beneficio sarà assicurato e a vantaggio di tutti. Come? Chi inquina paga, chi si impegna e collabora pagherà di meno. Equità dei costi della raccolta legata all’oggettiva dimostrazione del reale consumo di rifiuti, non una tariffa presunta basata semplicemente sulla metratura dell’abitazione

Come pagano OGGI i cittadini veronesi la raccolta dei rifiuti? I costi per la raccolta dei rifiuti sono coperti dai cittadini dalla TARI il cui onere di riscossione è affidato alla SOLORI S.P.A. Le tariffe della TARI vengono determinate con criteri di suddivisione basati su utenze domestiche e non domestiche, oltre ad un’aliquota fissa che dipende dalla superficie occupata e dal numero dei componenti ed una variabile proporzionale alla produzione dei rifiuti per numero di componenti.

I due coefficienti dipendono dalla tipologia di utenza. Per un nucleo domestico di 6 persone, ad esempio, la parte variabile ha un peso di circa 5 volte rispetto alla parte fissa, ed è quella che potrebbe dipendere dal comportamento virtuoso del nucleo familiare: differenziare per ridurre al minimo la raccolta del secco indifferenziato e incentivare il più possibile la raccolta differenziata.

Quanto costa la TARI In Italia? A fronte di una tariffa media nazionale pari a 295 euro a famiglia, Belluno guida la classifica dei capoluoghi più economici con 150 euro a famiglia. I veronesi non pagano molto, con una media di 188 euro a famiglia., ma questo è un dato fuorviante, perché dato dalla media con la provincia virtuosa. In sintesi: i cittadini di Verona non pagano in modo equo, in compenso raccolgono male e quindi inquinano tanto.

Gli strumenti attraverso cui viene applicata la tariffazione puntuale in Europa, negli Usa e in Australia sono diversi ed hanno subito nell’ultimo quinquennio una rapida evoluzione soprattutto grazie allo sviluppo delle tecnologie legate alla tracciabilità in genere che hanno fatto abbassare i costi rendendo possibile l’applicazione dei singoli Tag perfino sui sacchi a perdere.

I sistemi di tariffazione puntuale vengono distinti in due metodi di applicazione: il primo si basa sull’identificazione dell’utenza, il secondo si basa invece sull’identificazione dei contenitori associati ad una singola utenza. Le utenze vengono identificate tramite tessere con transponder, badge magnetici o tessera sanitaria

La tipologia di rifiuto urbano che viene solitamente sottoposta a misurazione e tariffazione puntuale è la frazione indifferenziata, ma all’estero viene spesso sottoposta a misurazione e tariffazione anche la frazione organica (umido e verde). Tendere, ad esempio, a disincentivare la produzione di rifiuti organici significa favorire un minore spreco di prodotti alimentari così come un disincentivo verso la produzione di rifiuti da imballaggi significa minor spreco di risorse che sono serviti alla loro produzione, alla loro commercializzazione e poi al loro successivo riciclo.

Le tecnologie più recenti consentono di applicare il principio “chi inquina paga” non solo all’intero condominio con contenitori condivisi tra più utenze ma anche al singolo appartamento utilizzando per il conferimento sia sacchi che mastelli dotati di specifici transponder. ESPER ha infatti operato per introdurre anche in Italia sistemi che consentissero di evitare di dover gestire contenitori condivisi da più utenze poiché tale sistema limita notevolmente il principio “chi inquina paga” in quanto non si garantisce più che ciascuna utenza paghi in base a quanto effettivamente prodotto

La parte fissa sarà calcolata come detto in base alla volumetria richiesta mentre la parte variabile viene calcolata distinguendo tra costi correlati ad un numero di sacchetti o svuotamenti minimi attribuiti ad ogni utenza in relazione al numero di componenti e costi correlati al numero di eventuali ulteriori sacchetti utilizzati o svuotamenti aggiuntivi rispetto a quelli minimi preassegnati. A Parma e Trento è calcolata conteggiando tutti gli svuotamenti eccedenti un numero minimo di svuotamenti già assegnati

Quanto può risparmiare una famiglia? Da una rendicontazione di Aemme Linea Ambiente che gestisce la raccolta di rifiuti di 250.000 abitanti in area Lombarda, una famiglia di 4 componenti che abita in un appartamento di 80mq, con la tariffazione tradizionale pagherebbe 200 euro annui di bolletta rifiuti, calcolati con il precedente sistema di così ripartiti: 60 euro di quota fissa sulla base dei metri quadrati, 140 euro di quota variabile sulla base del numero dei componenti. Il sistema di tributo puntuale si basa invece con una tariffa di 60 euro di quota fissa sulla base dei metri quadrati, e oltre a 100 euro di conferimenti preassegnati di frazione secca e 25 euro di quota puntuale per i conferimenti annui che eccedono il numero di svuotamenti preassegnati, rilevati attraverso gli svuotamenti del contenitore del rifiuto residuo. Quindi applicando un ragionamento analogo sulla realtà di Verona, stimiamo una riduzione media del 15% sulla TARI che può arrivare anche al 40%.

La proposta di Verona pulita si basa soprattutto su un’idea di città. Quando si decide del futuro della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti, si decide del futuro di Verona, del suo paesaggio, della salute dei suoi abitanti.

 

 

 

 

 

 

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