LA CORRUZIONE IN ITALIA (del prof. Riccardo Pelizzo)

Dimenticata per molti anni sia dagli studiosi, che la consideravano spesso come il risultato involontario di un’incompleto processo di istituzionalizzazione, la corruzione e’ tornata ad essere un importante argomento di ricerca a partire dalla meta’ degli anni novanta.

In quegli anni, alcuni studiosi che collaboravano con la Banca Mondiale, si accorsero che la corruzione non era una semplice questione politica, ma che aveva delle profonde conseguenze per l’andamento dell’economia e dei conti pubblici.

Questi studiosi scoprirono cosi’ che di ad un piu’ alto livello di corruzione, corrispondevano una minore ricchezza, un piu alto tasso di mortalita’ infantile, minori aspettative di vita media, un piu’ basso tasso di alfabetismo, e anche minori investimenti stranieri ed una piu’ lenta crescita economica.

La corruzione fa male. Non solo perche’ utilizza male le risorse disponibili, ma anche perche’ scoraggia quegli investimenti –nazionali e/o stranieri- che potrebbero fare da volano per l’economia.

La pubblicazione, da parte di Transparency International, del Corruption Perception Index 2016, dell’indice con cui Transparency International misura la corruzione ci offre un quadro ambigue dello stato del paese.

La notizia positiva e’ che nel 2016 il livello di corruzione percepito e’ sceso di tre punti. Si tratta di un miglioramento del 6,8 per cento rispetto ad un anno prima, la cosa non puo’ non rallegrare. Quello che pero’ non rallegra, e, anzi, preoccupa e’ il fatto che l’Italia in questa classifica sia al 60simo posto. Questo significa non solo che l’Italia e’ meno trasparente e piu’ corrotta di paesi storicamente virtuosi come la Nuova Zelanda, la Danimarca, laFinlandia, la Svizzera, la Norvegia e Singapore, ma che e’ anche dietro a paesi che non sono globalmente famosi per la loro abilita’ di contrastare la corruzione.

L’Italia si trova, in questa, per noio triste, classifica dietro a paesi mediorientali (Qatar), Caraibici (Barbados, Saint Lucia, Grenadine, ), delle Americhe (Costa Rica), della regione Asiatico-pacifica (Brunei) e dell’Africa sub-sahariana. L’Italia e’ piu’ corrotta del Botswana, di Capo Verde, delle isole Mauritius, del Rwanda, e della Namibia.

L’Italia e’ l’unica delle grandi democrazie europee ed l’unico dei paesi industrialmente avanzati ad occupare una posizione cosi’ bassa nelle classifiche. E’ un dato che preoccupa.

Non solo perche’ ci dice che in Italia si dovrebbe fare di piu’ o molto di piu’ per contrastare la corruzione, ma perche’ ci dice anche che all’estero l’Italia gode di poco credito. E io credo che questo credito lo si possa recuperare, solo contrastando la corruzione, promuovendo i principi del buon governo, e selezionando una nuova classe dirigente che sia nel contempo preparata e rispettosa dei principi del buon governo. Le elezioni amministrative sono un’ occasione ideale per far nascere ed eventualmente far crescere questa nuova classe dirigente –preparata e pulita- di cui il paese ha tanto bisogno.

 

Dr. Riccardo Pelizzo, M.A., Ph.D.

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Verona Pulita

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