Immigrati nella Stazione Centrale di Milano

IMMIGRAZIONE: DAI NUMERI E DAL BUON SENSO L’UNICA SOLUZIONE

Immigrati nella Stazione Centrale di Milano

Immigrati nella Stazione Centrale di Milano

Il problema dell’immigrazione può essere affrontato con gli slogan e la demogagia. Oppure partendo dai numeri, cercando di capire le motivazioni, distinguendo tra gli status (profughi e clandestini) e offrendo soluzioni.

NUMERI
L’esodo dal continente africano è un esodo di proporzioni bibliche. Tra il 1501 il 1866, cioè da quando la tratta degli schiavi inizia a quando viene messa fuori legge, passano 355 anni (http://www.slavevoyages.org/tast/assessment/estimates.faces). In 355 anni circa 12 milioni di africani vennero deportati dalle coste africane alle Americhe con una media annua di poco inferiore a 34.000 esseri umani. Nei primi sei mesi di quest’anno, a detta di UNHCR (http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/07/01/migranti-unhcr-137-000-verso-leuropa-in-prima-meta-2015-e-record/1832193/), i profughi africani che hanno attraversato il Mediterraneo in cerca di un futuro e di una vita migliore è stato di circa 137.000 persone, cioè quattro volte il numero di schiavi che ogni anno venivano portati nelle Americhe.
Si tratta di un flusso enorme, che ha pochi eguali nella storia, che, come abbiamo visto, ha un alto costo di vite umane, che crea tensioni in Europa e che, cosa che sfugge agli osservatori, non fa bene all’Africa (http://www.africanpoliticsandpolicy.com/?p=376).

MOTIVI
Perchè gli africani fuggono dall’Africa? Per tre motivi fondamentali. Primo per fuggire alle violenze perpetrate dai gruppi terroristici, come Boko Haram in Nigeria, al Shabaab in Somalia e Ansar Dine e gli altri gruppi jihadisti in Mali. Secondo, per sfuggire alle tensioni, alle violenze, o a delle vere e proprie guerre civili che contrappongono gruppi politici opposti come nel caso del Burundi, della Repubblica Centro Africana e del Sud Sudan. Terzo, per fuggire dalla miseria e, cosa peggiore, dalla fame.

STATUS
Tra chi arriva occorre distinguere tra la posizione di rifugiato (chi scappa da un paese a causa delle persecuzioni o di uno stato di violenza generalizzato: Convenzione di Ginevra del 1951) e migrante economico (chi sceglie liberamente di lasciare il proprio paese in cerca di un futuro migliore dal punto di vista economico, sociale o culturale).
I rifugiati trovano tutela nella nostra Costituzione (art. 10, co. 3) ed hanno diritto, se riconosciuti, all’asilo e la protezione.
I migranti, nonostante ciò che accade in Italia, nel resto del mondo occidentale sono considerati immigrati illegali — reato per cui si può essere soggetti a detenzione, a deportazione, e al divieto più o meno lungo di rientrare nel paese dove si è risieduto illegalmente. Questo avviene in Australia, in Canada, in Francia, e negli Stati Uniti. Perfino paesi (UK, Germania) fino ad oggi piuttosto tolleranti con gli immigrati clandestini – che sono fuorilegge – stanno dando un giro di vite e si preparano ad espellerli. I clandestini utilizzano servizi e beni pubblici a cui non hanno diritto, contribuiscono al dissesto dei conti pubblici, possono essere reclutati dal crimine, e possono svolgere attività terroristiche – per questo la loro presenza non può essere tollerata come hanno sottolineato negli ultimi mesi sia il governo britannico che quello tedesco.

1^ SOLUZIONE: INTERNA
Secondo i dati del Viminale nel 2014 sono sbarcati sulle coste italiane 170.000 migranti; di questi, 63.600 hanno richiesto asilo (http://tg24.sky.it/tg24/cronaca/infografica/2015/04/20/numeri_immigrazione_via_mare_italia_infografica.html). Le domande accolte sono state il 60% (http://www.cir-onlus.org/it/comunicazione/statistiche).
In sostanza, solo il 22% degli immigrati che approdano in Italia hanno diritto all’asilo. Il resto sono clandestini cha andrebbero rimandati a casa, come succede nel resto del mondo. Che in Italia si voglia percorrere la strada opposta sull’onda dell’emotività è pura demagogia, cattiva politica e pessima amministrazione.

2^ SOLUZIONE: INTERNAZIONALE
La soluzione vera per questa migrazione di massa dal continente africano all’Europa consiste nel debellare la piaga del terrorismo, nel consolidare laddove i problemi sono di natura politica i principi del buon governo e le istituzioni, e nel prevenire le crisi alimentari che sono talvolta il frutto dei conflitti politici come nel caso del Sud Sudan e che in altri casi sono il risultato di politiche pubbliche assolutamente sbagliate.
Per non fare che un esempio, mentre il governo Tanzanese si interroga su come far crescere la produttività dei terreni agricoli coltivati, non si accorge o non vuole accorgersi che il 60 per cento della terra arabile e quindi utilizzabile per l’agricoltura, non viene utilizzata. Il problema è lì. Se le istituzioni europee, le organizzazioni internazionali, i paesi sviluppati aiutassero i paesi africani ad eseguire questi tre tipi di interventi, magari condizionando gli aiuti all’adozione di misure adeguate, le cause di questo esodo biblico verrebbero risolte alla base, il flusso migratorio verrebbe interrotto e si porrebbe fine a questa orribile serie di tragedie in cui migliaia di rifugiati o aspiranti tali hanno perso la vita.

Avv. Michele Croce

 

 

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Michele Croce

Michele Croce
Presidente Verona Pulita - A maggio 2012 credo nel modello Tosi e sono eletto nella sua lista. Poi scopro che non è oro tutto ció che luccica... È l'ora di Verona Pulita.

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