IL “SISTEMA VERONA” SECONDO IL «CORVO» corvoSCALIGERO

Nella sua lettera piena di dettagli il «corvo» descrive un sistema, il “sistema Verona”.

Questo è il funzionamento.

Sempre le solite imprese vincerebbero gli appalti banditi dal Comune (è noto come non sia affatto difficile né raro confezionare bandi per appalti “su misura”, così come escludere offerte di per sé vincenti in quanto “anomale”).

I soliti impresari che vincerebbero gli appalti si “sdebiterebbero” con i politici versando loro ingenti somme a titolo di “consulenze legali” (allo stesso politico, magari professionista, o ad un parente, magari professionista, o al consulente). Magari con l’aggiunta di vari tipi di benefit: viaggi, case, ristrutturazioni, ecc.

Non scopriamo l’acqua calda: il meccanismo è arcinoto, da Lampedusa a Bolzano passando da Verona.

Solo che il «corvo» scaligero ha offerto qualcosa in più:

  • nomi e cognomi dei politici locali (e dei relativi parenti);
  • ragioni sociali delle imprese;
  • gli appalti;
  • circostanze dettagliate di tempo e luogo;
  • e soprattutto le c.d. “consulenze legali”: nomi dei beneficiari (politici, parenti dei politici, consulenti dei politici), importi, numeri e date delle fatture.

Ci auguriamo che tutto ciò non corrisponda al vero e sia solo il frutto di fantasie del solito mitomane.

Ma un po’ di chiarezza non farebbe male.

Alla prossima puntata con un caso specifico.

Michele Croce

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