cropped-testata1.jpgE’ un classico della comunicazione dei politici.
Sei un politico in difficoltà, non sai cosa fare o dire? Semplice: cerchi di attirare l’attenzione su un altro tema (magari banalizzandolo).
E così informative dei ROS basate su intercettazioni (inchiesta “Aemilia”), riportate oramai da vari giornali, dipingerebbero il Sindaco di Verona (insieme al suo ex Vice Sindaco già condannato per corruzione) per ben due volte a pranzo con un “capo” della ‘ndrangheta (tale Antonio Gualtieri del clan Grande Aracri, così definito dall’ordinanza di arresto del Tribunale di Bologna, pag. 1084).
Sarà vero?
Noi non lo sappiamo.
Ma il Sindaco che fa? Invece di chiarire i fatti, insulta, liquidando come “spazzatura” l’indagine che lo lambisce.
Non chiarisce se questi pranzi con il capo della ‘ndrangheta li abbia fatti oppure no.
E si concentra sulle unioni civili! Tema, quello sui diritti delle c.d. coppie di fatto (la mia inclusa!), che potrebbe anche avere un valore, ma solo nazionale perchè è il Parlamento che fa le leggi, non il sindaco di una città, che nulla può aggiungere o togliere. E così lo banalizza, attira un’attenzione inutile sul tema, evita di rispondere sui presunti pranzi a tinte fosche.
E tanti, quasi tutti, ci cascano: i politicanti locali, il buon Salvini, i presunti difensori delle coppie di fatto e quelli istituzionali delle famiglie vere.
Ma la Magistratura, quella libera ed inquirente, non dorme.
E neppure la Verona Pulita.

Michele Croce

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