Egregio direttore,

sono un vecchio di 67 anni che si é schiodato da solo dal ruolo che ricopriva in Unicredit. Condivido tutto del suo articolo “Abbasso i giovani!”. Eccetto una cosa, quella che provo a dire.

C’è una connivenza tra vecchi e giovani. Una connivenza che tende a riparare i loschi tentativi di salvaguardare le nicchie di interessi personali. Mi spiego meglio. Tra le cariatidi e i giovani virgulti nasce talvolta la logica del passaggio di testimone mirato a mantenere inalterato il malaffare. E’ duro trovare chi tra vecchio e giovane appartiene al miraggio del nuovo che dovrebbe avanzare.

A Verona abbiamo un sindaco relativamente giovane che si sostiene con la vecchia nomenclatura, da cui ha ereditato ogni deleterio malcostume. Lo fa, il sindaco Tosi, attorniato da giovani istruiti ed allevati secondo la logica della greppia che mantiene ogni animale fedele. Chi in questa città, da giovane avente diritto di parlare grazie ai voti ricevuti, ha inteso ribellarsi al sistema è stato repentinamente ed inopinatamente “cancellato”. Alla faccia del parere del Tar che lo reinsediava alla presidenza Agec da cui era stato cacciato dal sistema Verona. Parlo dell’avv. Michele Croce. Il giovane Croce insediatosi alla presidenza della municipalizzata Agec, ha notato porcherie nella gestione dell’azienda, le ha denunciate e perciò è stato allontanato.

Per uno che come Lei, dottor Mannino, intende condividere il suo articolo per passare subito dopo ai fatti per far fronte comune alla porcheria che ci coinvolge, cosa resta da fare?

Lucio Coratto
Verona

Caro Coratto,
resta da fare il proprio dovere, o quel che presumiamo tale. La connivenza di cui lei parla è esattamente quanto, mi pare, ho denunciato. Dobbiamo spezzarla.  
a.m.

 

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