E’ IL COMUNE DI VERONA AD AVERE BISOGNO DELL’UNIVERSITA’, NON IL CONTRARIO

L’Ateneo veronese è già in grado di apportare al tessuto socio-economico e produttivo della città un valore enorme. Forse i veronesi non lo sanno, ma sono numerosi i laboratori, le società di spin-off , gli incubatori di ricerca: si tratta di strutture leggere all’interno delle quali operano in sintonia ricercatori, professionisti, giovani laureati e attraverso le quali sarebbe possibile trasferire idee, soluzioni innovative e competenze dall’Università alla Società Civile. E’ qui che si inserisce la proposta del candidato sindaco di Verona Pulita Michele Croce che sottolinea la necessità di costituire una task-force permanente Comune – Università, quale strumento operativo per attivare su base progettuale gruppi misti tra dirigenti e funzionari del Comune di Verona e i componenti dei laboratori e delle società spin-off dell’Università. In tal modo sarà possibile dare vita a processi virtuosi di co-creazione di soluzioni progettuali specifiche di interesse per la comunità locale, favorendo sia lo sviluppo di posti di lavoro qualificati, sia lo sviluppo di attività di formazione continua learning by doing destinata in particolare al management dell’amministrazione comunale.

Il circuito che si deve creare è chiaro: una città che valorizza la sua Università, ne sostiene le eccellenze, le utilizza per migliorare le proprie strutture. Ne diventa per prima “cliente”.

Le proposte che nei giorni scorsi sono state avanzate da più di qualche candidato, ma in particolare da una delle candidate alla poltrona di Sindaco, sono, invece, imbarazzanti e denotano scarsa conoscenza delle dinamiche accademiche e dei potenziali benefici che un’adeguata sinergia tra comune e università potrebbe apportare alla città. Del resto, “ricordarsi” dell’università in modo strumentale solo una volta ogni 5 anni, in occasione della scadenza elettorale, non può che sortire questi risultati.

Internazionalizzazione, consulta giovanile, rimborsi spese per l’acquisto dei libri, stage formativi risuonano come frasi vuote, slogan privi di sostanza. E’ sufficiente dedicare qualche minuto alla consultazione del sito web dell’Università di Verona per rendersi conto di quanto essa sia già fortemente attiva, sia nei progetti di internazionalizzazione che di orientamento e stage. Sarebbe opportuna anche una valutazione oggettiva sull’effettivo contributo dell’amministrazione comunale alla realizzazione del campus “Santa Marta – Passalacqua” . accompagnata magari da un sopralluogo al fine di valutare, realmente,  lo stato in cui versa l’intera superficie a tal fine destinata e l’effettivo stato di avanzamento dei lavori.

Per quanto riguarda il recente pasato, una cosa è certa: se la qualità della ricerca e della didattica posizionano ad altissimi livelli l’Ateneo veronese nelle classifiche nazionali e internazionali, non è certo merito dell’attuale Amministrazione comunale.

Due lustri di gestione Tosiana hanno avuto effetti devastanti su istituzioni fondamentali per la nostra città, non da ultima la Fondazione Arena, ma per fortuna l’Università di Verona non è ancora gestita dal sistema dei partiti e questo ha fatto sì che diventasse un’eccellenza, un fiore all’occhiello della città. E’ ovvio che gli artefici di questi risultati siano stati i Rettori, con gestioni oculate e lungimiranti e i ricercatori che hanno saputo dare qualità internazionale ai prodotti scientifici. Sono loro che vanno ringraziati, non certo l’amministrazione comunale.

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Verona Pulita

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