tosi su relazioni CroceIndispettito ed arrabbiato per il malaffare scoperchiato dalle Procure, da Verona Pulita e da Report, il sindaco di Verona dopo le querele, gli insulti e le carnevalate, oggi sceglie le “bufale”.
Dichiara infatti a L’Arena che mi avrebbe “cacciato dall’Agec per aver speso decine di migliaia di euro per arredare il suo (già arredato) ufficio”.
Forse ha cacciato Michele Croce perché l’Agec ne ha spesi troppo pochi di euro per gli uffici, visto che poi i cinque dipendenti che hanno patteggiato le pene perchè avrebbero falsificato il bando per l’appalto della ristorazione da 28 milioni di euro hanno  ritrovato i posti di lavoro e visto che ai tre dirigenti a processo per gli stessi e altri fatti viene ancora pagato lo stipendio.
Fuor di battuta è triste dover ammettere come il primo cittadino di Verona non riesca a farsi una ragione della sentenza definitiva del TAR Veneto che ha dato ragione al Presidente Croce e neppure degli atti della Procura della Corte dei Conti, alla quale Croce e non Tosi si rivolse, che addebitano il costo di tali lavori per l’80% al capo ufficio manutenzioni di Agec e non certo a Croce.
Ma del resto per Tosi è campagna elettorale e quindi aspettiamoci di tutto e di più pur di tentare di raggranellare qualche voto.
Noi di Verona Pulita lo vogliamo comunque ricordare con questa foto, che si commenta da sè.

Michele Croce

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