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24 Lug
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IL FARO DI TOSI SI ACCENDE SU VERONA: I NOSTRI AUGURI …

Finalmente è arrivata l’ora di Verona.
Dopo aver esordito nelle roccaforti di Palermo, Catania e Crotone, finalmente il leghismo in salsa nazionale di Flavio Tosi approda nella città che amministra.
Il Faro – questa l’immagine che simboleggia l’avventura – dovrebbe illuminare i veronesi con proposte politiche fuori dagli schemi, oltre i partiti, per “ricostruire il Paese”.
Forse, se il Faro avesse illuminato prima il sistema Tosi, Verona avrebbe potuto evitare l’onta della città giudiziariamente più inguaiata d’Italia, umiliata da arresti e sequestri, indagati e condannati, che hanno decimato la giunta, costretto a processo per reati contro la pubblica amministrazione i vertici di quasi tutte le aziende partecipate, paralizzato la macchina amministrativa.
Noi ci auguriamo comunque che il Faro illumini Tosi ed i suoi uomini.
Come ad esempio l’amico di sempre ma soprattutto assessore leghista Enrico Corsi, colto dal virus della “careghite”, che pur di raccimolare qualche stipendio da consigliere regionale (ovviamente a spese dei cittadini veneti), sta ritardando il più possibile la rinuncia allo scranno regionale (ricevuto per rinuncia del suo predecessore Tosato, finito al Senato), nonostante l’obbligo di legge (o stai Comune o stai in Regione) e l’invito del Presidente del Consiglio regionale. Senza decenza.
Oppure il tosiano di ferro Andrea Bassi, consigliere regionale leghista, che per “onor di carega” ha ritenuto bene di proporre un cda da 6 componenti per l’ente regionale Veneto Strade, quando la legge regionale da lui stesso votata (L. 39/2013) non più tardi di 6 mesi fa ne prevede 3. Senza pudore.
Ma speriamo anche che il Faro illumini l’assessore Toffali, leghista pure lui, che con le aziende partecipate (Vedi Aeroporto) di cui ha la delega ci lavora come avvocato senza neppure porsi il problema di un “leggero” conflitto di interessi, che potrà anche essere legale ma sicuramente è immorale. Politica per interesse o interesse per la politica?
Infine, ci auguriamo che questo Faro giri su Palazzo Barbieri, al piano primo sulla finestra che guarda Piazza Bra, ove si trova un Sindaco che i problemi sociali di una città in crisi non li affronta, li evita. Come per i barboni in centro, cercando di vietare ai volontari di rifocillarli e addirittura spostando in altra piazza i tavoli e le panchine ove riposano la notte: situazione di degrado nascosta, non certo risolta.
Di fronte a tutto questo, forse più di una luce ci vorrebbe una cometa con una scia di buon senso, che è il frutto di onestà e competenza.
Ma sarebbe un miracolo. E non sono tempi.

Michele Croce

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23 Lug
11

L’AGGRESSIONE AL POLITOLOGO PANEBIANCO (di Riccardo Pelizzo)

panebiancoL’amico prof. Riccardo Pelizzo ci ha inviato dal Kazakistan, ove è professore associato nella scuola postlaurea di politiche pubbliche presso la Nazarbayev University, un contributo sulla recente aggressione subita dal politologo Panebianco in occasione di una conferenza tenutasi all’Università di Bologna. Noi lo pubblichiamo, condividendo il contenuto al 100%.

L’Italia ha prodotto vari politologi di valore internazionale: Bartolini, Morlino, Pasquino, Sartori e Panebianco sono studiosi internazionalmente noti e stimatissimi per i contributi fatti alle loro rispettive discipline.
Panebianco è noto per aver scritto, nei primi anni ottanta, un testo fondamentale sulle organizzazioni partitiche e, in quanto studioso molto affermato, da anni svolge, oltre all’ insegnamento e alla ricerca, una intensa attività di conferenziere ed editorialista.
Nei giorni scorsi Panebianco è stato vittima di una aggressione da parte di un gruppo di facinorosi che voleva manifestare così la propria insoddisfazione per alcune idee espresse dal professore bolognese in un convegno a cui era stato invitato.
Si tratta di un comportamento inaccettabile ed incompatibile con la democrazia. In democrazia si ribatte alle idee con cui si è in disaccordo con le idee, con il confronto, con il dibattito, non con la violenza.
La violenza non è un metodo accettabile per la democrazia. E la violenza non è compatibile con la cultura della legalità. Per cui deve essere doppiamente condannata in quanto attività illegale e anti-democratica.
E’ solo imparando a rispettare le regole del vivere civile, le regole della democrazia, e la legge che l’Italia può riemergere dal pantano in cui sta sprofondando. Se non si capisce questo punto fondamentale, non si riuscirà mai ad uscire da un crisi che, prima ancora che economica o politica, è crisi morale e valoriale.
Verona Pulita si è sempre distinta in questa battaglia per la rinascita morale e valoriale del paese. Spero che fedele alla sua storia Verona Pulita condanni con fermezza gli aggressori di Panebianco.

Dr. Riccardo Pelizzo, M.A., Ph.D.

 

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18 Lug
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IL POZZO SENZA FONDO di AGEC VERONA

agecL’avevamo annunciato il 7 maggio (Processo Agec: la punta dell’iceberg) ed il secondo filone dell’inchiesta Agec è arrivato.
16 indagati: ovvero tutto il CdA compreso il Presidente che mi aveva preceduto Beppe Venturini, i revisori dei conti, il Direttore Generale Sandro Tartaglia, i dirigenti Campedelli e Tagliaferro.
Oggetto degli abusi secondo la Procura: pilotare la successione del DG attraverso un bando falsato, garantendo un compenso a Tartaglia anche dopo le dimissioni.
Noi ovviamente attenderemo l’esito anche di questo processo, in ossequio al principio costituzionale di non colpevolezza, anche se suonano come macigni le parole con le quali il Sindaco di Verona aveva commentato le relazioni che a lui avevo consegnato ed in Procura depositato sulla situazione dell’Ente che avevo presieduto e conosciuto: “le relazioni di Croce non contengono notizie di reato, nulla di illegale“.
Se il metro di valutazione è questo, c’è poco da star sereni per il futuro.

Michele Croce

tosi su relazioni Croce

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15 Lug
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“OGGI CHI SI OCCUPA DI POLITICA LO FA SOLO PER I PROPRI INTERESSI”

L'Arena, 11 luglio 2014

L’Arena, 11 luglio 2014

Che c’è da stupirsi dalle parole di questo comune cittadino?
Questo è quello che pensa la gente dei politici.
E come dargli torto con gli esempi che sono sotto gli occhi di tutti.
Tanto per citare due tra i più noti:
– il Sindaco di Verona Tosi, che vede “promossa” la moglie da dipendente a dirigente della Regione Veneto;
– il Segretario della Lega Nord Salvini, che vede la propria compagna dventare dirigente in Regione Lombardia, tentando pure di giustificare l’operazione (“nel privato guadagnerebbe di più..“). Allucinante.
Parliamo di FAMILISMO non del valore della famiglia, di interessi PARTICOLARI non generali.
L’opposto del merito, della trasparenza, della onestà.
Senza scomodare l’ESSERE, questa POLITICA neppure tenta di APPARIRE pulita. Presuntuosi ed arroganti, tentatano di giustificare l’ingiustificabile.
Chi invece crede ancora nella competenza, nell’onestà, nella libertà da condizionamenti ed interessi, nelle persone PRESTATE alla politica – in parentesi di 5 massimo 10 anni che ognuno di noi dovrebbe dedicare alla Comunità per cooperare alla crescita del bene comune – si opporrà sempre a questi PROFESSIONISTI della POLITICA. Curriculum? Zero. Capacità? Zero. Pulizia? Zero.
Onestà – competenza – idee – entusiasmo di persone PRESTATE alla politica. Solo così usciremo dalla crisi locale, regionale e nazionale.

Michele Croce

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