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20 Ott
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CARO SINDACO DI VERONA, LA MORTE PUO’ ATTENDERE … I TUOI CONCITTADINI NO

cimitero verticaleCi mancava solo questa.
Dopo le assurdità delle sanzioni a chi fa sfama i senzatetto in centro (ordinanza tuttora vigente), della copertura dell’Arena (idea balzana di chi considera le vestigia romane “quattro sassi”), dell’ordinanza per abbattere la coppia di lupi coi loro 7 cuccioli (ora ritirata dopo essere stata sospesa dal Tar), arriva l’ultima che fa sorridere chi ci osserva incuriosito da lontano ma fa arrabbiare i veronesi.
Parliamo del “cimitero verticale” nella foto. Un grattacielo alto 100 metri che il Comune vorrebbe far costruire ad una società privata – la “Cielo Infinito” – per accaparrarsi così una decina di milioni dalla vendita del terreno e riuscire a chiudere un bilancio altrimenti in rosso.
Sarebbe l’edificio più alto della città: adibito a cimitero.
Non è uno scherzo e l’unica giustificazione che il Sindaco di Verona ha avuto il coraggio di dare è agghiacciante: “Noi così salviamo i bilanci“.
Eh no, caro Sindaco, i bilanci al collasso del Comune e delle società partecipate te li salvi in altro modo.
Te li salvi come fanno tutti, a Verona ed in Italia: tirando la cinghia.
Basta con le spese pazze, basta con i soliti consulenti strapagati, il “portavoce” da centinaia di migliaia di euro all’anno, i consigli di amministrazione onnipresenti con sedie pronte per i soliti noti, le aziende comunali coi bilanci in rosso ma riempite di direttori, condirettori, vicedirettori con guadagni da presidenti della repubblica.
Si eliminino i CdA ed il contorno di direttori, condirettori, vicedirettori e si sostituiscano con amministratori delegati (il Salva-Italia lo prevede)!
Si lascino a casa portavoce e consulenti (che vadano a fare i portavoce e le consulenze nel privato, vediamo come faranno)!
Si abbassino le tasse locali, arrivate oramai a livelli insopportabili.
Se il consiglio comunale di Verona è arrivato a discutere del grattacielo per i morti pur di far cassa vuol dire che il Comune è morto.
E noi gli celebreremo il funerale, in nome di tutti i veronesi che non ne possono più di sopportare e tacere. E di tanto squallore.

Michele Croce

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04 Ott
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AGEC VERONA tra SCARAFAGGI e PERDITE MILIONARIE

scarafaggioSolo un anno fa leggevamo le intercettazioni dei dipendenti Agec, arrestati in seguito alle mie denunce, in merito agli appalti sulla ristorazione nelle scuole: “Mangeranno sabbia al posto della carne”. Poi il patteggiamento di 5 di loro ed il loro inquietante ritorno al posto di lavoro (3 invece, direttore compreso, sono ancora agli arresti e percepiscono tutt’oggi i loro lauti stipendi…).
Oggi assistiamo all’emergenza scarafaggi nelle case Agec ed apprendiamo di una perdita nel bilancio 2013 di 6,5 milioni di euro.
Questa azienda, che dovrebbe occuparsi di ciò che ci è più caro – i nostri bambini e le nostre case – è allo sbando, gestita da “manager” super pagati che stanno creando danni a cui il Comune – e quindi noi tutti – dovrà far fronte.
Evidentemente la mia opera di pulizia non è bastata e dovrà continuare, da cittadino. Lo farò per i dipendenti, per gli inquilini, per i nostri bambini e per la città di Verona.

Michele Croce

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28 Set
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LA CRISI DEL TURISMO A VERONA: IL CASO DELL’ARENA (del prof. Riccardo Pelizzo)

Riccardo Pelizzo

Riccardo Pelizzo

I numeri sono numeri ed il nostro anfiteatro romano li sta perdendo. Urge ripulire, cambiare, rinnovare.

I motori tradizionali del turismo a Verona tirano  meno e di conseguenza attirano meno turisti.
Il caso dell’Arena di Verona e’ a tal proposito emblematico. L’Arena nel corso degli ultimi anni ha perso una significativa porzione della sua forza di attrazione, con conseguente danno per il comparto turistico cittadino.
Nel 2011 con soli 49 spettacoli l’Arena riusci’ ad attirare 465.000 spettatori, con una media di circa 9.500 spettatori a serata.
Nel 2012, i 50 spettacoli tenuti in Arena attirarono solo 426.390 presenze con una media di circa 8.500 spettatori a serata, ovvero un crollo di circa mille presenze a spettacolo.
Nel 2013, anno del centenario, l’Arena ha avuto 483.777 spettatori nel corso della stagione. Contrariamente a quanto detto dal Sindaco che in questi numeri ha visto la conferma della bonta’ delle scelte fatte da chi amministra l’Ente Lirico Veronese, il risultato e’ nel complesso negativo. Per fare soli 18.000 spettatori in piu’ di quanti ne aveva fatti nel 2011, l’Ente ha dovuto organizzare 9 spettacoli aggiuntivi con i costi annessi e connessi. In altre parole ci sono stati 483.777 spettatori in 58 spettacoli. Pertanto nel 2013 il numero di presenze per spettacolo e’ stata di sole 8.340 unita’, meno di quanto fatto registrare nel 2011 e nel 2012.
Il 2014 e’ stato un anno addirittura catastrofico con sole 404.477 presenze in 54 serate, con un media di 7.490 presenze a spettacolo. Il cattivo tempo – chiamato a scusante dal Sovrintendente – c’entra poco: nel corso dell’intera stagione non mai è stato annullato uno spettacolo.
Insomma dal 2011 al 2014 l’Arena ha perso oltre 2.000 spettatori a spettacolo ovvero il 21% degli spettatori.
Il dato e’ preoccupante, tenuto presente che nel mondo il turismo, anche lirico, è in crescita. Si deve intervenire in fretta per bloccare questa emorragia di spettatori. Se non si interviene la crisi del turismo in citta’, e la crisi della citta’ nel suo complesso, e’ destinata inevitabilmente ad aggravarsi.

Dr. Riccardo Pelizzo, M.A., Ph.D.

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26 Set
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VERONA: TURISTI IN FUGA – URGE INTERVENTO (del Prof. Riccardo Pelizzo)

Riccardo Pelizzo

Riccardo Pelizzo

L’analisi del prof. Pelizzo si sposta a Verona con dati impietosi. Occorre muoversi ed alla svelta.

La Provincia di Verona mette a disposizione sul suo sito i dati relativi al flusso turistico nelle varie parti del territorio provinciale. Il quadro è nel complesso negativo. Tra il luglio 2012 e il luglio 2013 c’è stato un calo di circa 400 mila presenze complessive, di cui 140 mila negli alberghi. In alcune parti della provincia, nella città, in Lessinia e nella pianura veronese, vi è stato un leggero incremento tra il luglio 2013 e il luglio 2014, mentre sul Garda vi è stata una perdita di oltre 70mila presenze negli alberghi far il 2013 e il 2014. Nel complesso le presenze negli alberghi, tra il 2013 e il 2014, hanno recuperato circa 19mila delle 140mila presenze perdute l’anno precedente. Si tratta di dati negativi in sè e per sè e particolarmente desolanti se visti alla luce della crescita costante del comparto turistico nel resto del mondo e, anche se in misura minore, nel resto d’Italia.
Come abbiamo visto nel mio ultimo articolo (+ turismo = + lavoro), in tutto il mondo il turismo cresce, crea lavoro, crea ricchezza, e la distribuisce. Da noi non è così. Per cui è necessario intervenire per contrastare una tendenza piuttosto pericolosa per l’economia della nostra provincia. Politici, amministratori pubblici, operatori turistici, e professionisti del settore si devono incontrare e studiare una strategia per il rilancio del turismo a Verona e provincia.
Chi gestisce portali dedicati al turismo, potrà contribuire al rilancio promuovendo online la destinazione. Gli operatori potranno contribuirvi con un miglioramento del rapporto fra il prezzo e la qualità del servizio erogato. Ma è chiaro che il settore non può essere rilanciato se non si capisce che servono idee nuove: serve capire cosa vogliono i turisti, serve capire come presentare il prodotto, e serve presentarlo in un modo che faccia tornare chi c’è già stato e che invogli a venire chi ancore non ci è venuto.
Continuare ad insistere su quelli che sono stati fin qui i motori del turismo in città e nella provincia è una scelta sbagliata. Lo dicono i numeri. Con l’eccezione di Giulietta e Romeo, che rimane il motivo fondamentale per cui il turista viene a Verona, tutti i fattori che in passato attiravano i turisti non tirano più e vanno ripensati.
Va ripensata la programmazione e l’offerta museale, va ripensata la stagione lirica, va utilizzata meglio l’Arena a cui non si permette di esprimere le sue potenzialità, e vanno creati degli eventi che possano attirare il turista, non casuali ma coordinati in una strategia di sviluppo complessiva.
Il rilancio del turismo di Verona e provincia passa da qui, se non lo si capisce e se non si interviene in fretta e bene, i numeri finiranno col darci delusioni ben più cocenti negli anni a venire.

Dr. Riccardo Pelizzo, M.A., Ph.D.

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