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25 Ago
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VERONA: STIPENDI D’ORO, DOPPI e INUTILI: YES, CON TOSI SI PUO’!

tosi e miglioranziDagli stipendi dei “lirici” a quelli faronici (e inutili) garantiti dai politici. Nel sistema Verona vince la spudoratezza. Ci penserà Verona Pulita.

Lo “spunto di riflessione” del Sindaco Tosi sui quotidiani dei giorni scorsi a riguardo degli stipendi dei dipendenti della Fondazione Arena, “con un costo superiore quasi del 50%” a quello dei dipendenti comunali a detta del Sindaco, che così ha tentato di giustificare il buco di oltre 30milioni nelle casse dell’Ente che presiede (sigh!).
L’affermazione del Presidente di Amia Miglioranzi, secondo il quale “E’ falso che il Direttore Alfeo e il condirettore Cozzolotto percepiscano, per il doppio incarico, un doppio stipendio” (doppio sigh!!).
Il primo si lamenta del costo dei dipendenti lirici, ma poi avvalla il secondo a tenere e pagare non uno ma ben due direttori in Amia (un Direttore ed un Con-Direttore), con doppio incarico (in Amia e nella partecipata Serit, Alfeo, in Amia e nella partecipata Transeco, Cozzolotto) e doppio stipendio.
Non ci credete? Ecco i numeri, buste paga alla mano: nello scorso mese di giugno Amia ha pagato per il fortunato Con-Direttore sig. Cozzolotto competenze lorde pari ad € 23.024,63, mentre la partecipata Transeco ha pagato € 2.916,67.

miglioranzi e nestori

Per non parlare del Presidente dell’Organismo di Vigilanza di Amia, il tosiano non eletto in consiglio comunale Nestori, che dall’alto delle sue competenze di controllo societario, aziendali e penalistiche (che siamo in attesa di conoscere …) percepisce circa 12mila euro l’anno per vigilare sulla prevenzione dei reati e … seguire il Presidente nei suoi viaggi istituzionali (v.si foto a lato) in Europa (a fare che?!).

Yes, con Tosi si può! Ligio alla politica del Fare!, il Primo Cittadino perpetua l’incubo di un’amministrazione scellerata.
L’amministrazione Tosi ragiona così: spende e spande come se navigasse nell’oro per pagare il filo alla sua politica. Come lo fa? Semplice: moltiplicando gli sperperi come fosse il miracolo di Gesù con i pani e i pesci. Così poi è costretta ad aumentare i coefficienti dei balzelli indicando poi i responsabili a Roma o criticando il costo dei dipendenti lirici (!). Un abominio di gestione delle spese. In AMIA non basta un direttore, ne serve un altro. Non basta uno stipendio, ne servono due. Non basta che il Presidente del Collegio Sindacale si occupi anche dell’Organismo di Vigilanza, serve nominare e stipendiare il tosiano non eletto.
Ultimi di una serie interminabile di tracolli del buon senso, questi casi di sperpero di soldi pubblici sono targati presidenza Miglioranzi, come quasi tutti i vertici aziendali (tranne l’ex Presidente di Agec, per questo defenestrato), bravissimo a tenere il coperchio del vaso di Pandora ben sigillato.
L’importante è che non se ne parli. Fondamentale è continuare ad attingere dal pozzo della comunità.
A discapito dei veronesi.

Faremo pulizia di questi personaggi e dei loro comportamenti. E’ una promessa.

Avv. Michele Croce

#coraggioverona
#veronapulita

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20 Ago
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PD e LISTA TOSI: LE DUE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA

15 agosto 2015

15 agosto 2015

 

 

 

 

 

18 agosto 2015

18 agosto 2015

Un Sindaco espressione delle Liste Civiche locali?
A quanto pare la tendenza è proprio quella. O meglio: dapprima l’onorevole Gianni Dal Moro (PD), poi l’ex vice-sindaco Stefano Casali (Lista Tosi), nelle recenti interviste apparse su L’Arena alludono a forze alternative per avere la necessaria credibilità (!) e governare Verona.
Se non fosse che stiamo parlando di gente che ha sempre vissuto di politica, da sempre poco incline ad una visione puramente civica dell’impegno amministrativo, penseremmo che intendano un’alleanza con Verona Pulita – peraltro IMPOSSIBILE.
Verona Pulita è a tutt’oggi l’unica alternativa al regime partitico a Verona.
A tutti gli effetti l’unica credibile alternativa a quel guazzabuglio di “caregari” del vecchio sistema che hanno affondato la dignità di un’intera città, svergognandola negli scandali delle cronache giudiziarie e delle inchieste giornalistiche anche nazionali.
In molti, corrotti e colpevoli, o ad essi negli anni vicini e quindi politicamente sodali, millantano credito e rilanciano ambizioni personali. Nessuno propone alcunchè e tutti mirano alla sola “scranna”. Più ingannevoli del gatto e la volpe nella favola di Pinocchio, i politici che oggi si “confrontano” hanno però un minimo comun denominatore: sono riconoscibili. Ognuno di loro è un professionista della politica. Della cattiva politica. Quella delle parole senza (quasi) mai risultati. Prendono l’Ars Oratoria come Professione e “menano il can per l’aia” senza risolvere i problemi della città.
Problemi che invece vanno analizzati, studiati e risolti, con proposte chiare e scritte, come farà Verona Pulita nei prossimi mesi dopo aver ascoltato ed essersi confrontata con i cittadini, le categorie, le associazioni.
Basta promesse a vanvera. E’ arrivata l’ora degli impegni formali nei confronti dei veronesi.

Avv. Michele Croce

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19 Ago
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RENZI ed i MANAGER STRANIERI per i MUSEI ITALIANI (del prof. Riccardo Pelizzo)

Riccardo Pelizzo

Riccardo Pelizzo

Un nuovo contributo del Prof. Riccardo Pelizzo, critico sulla nomina di presunti esperti stranieri nei grandi poli culturali italiani.

Il governo ha messo venti nuovi manager a capo di venti importanti realtà museali. Sette di questi venti sono stranieri e il governo ha parlato di grande successo.
Che il governo italiano, che ha poco di cui vantarsi, cerchi di difendere la scelta fatta è comprensibile, quello che è meno comprensibile è il fatto che una percentuale elevata di italiani – posto che il sondaggio del Corriere sia attendibile – condivida questa scelta.
Un dibattito serio vorrebbe che almeno qualche voce critica si levasse ed invece, ad eccezione del solo Sgarbi, di voci critiche se ne sono sentite poche finora.
E’ giusto che la scelta di un manager culturale sia fatta su base meritocratica, valutando se il manager ha competenze ed esperienza.
Alcuni dei nominati hanno le competenze, ma non l’esperienza manageriale amministrativa. Il caso del giovane messo a capo delle rovine di Pesto è emblematico. Si tratta di uno studioso giovane, che al momento non può vantare per motivi anagrafici né una particolare esperienza scientifica né una grande esperienza manageriale. Ora se il criterio delle nomine è quello di competenze ed esperienza, perchè violarlo con alcune delle nomine?
Se l’esperienza amministrativa e manageriale è fattore secondario, ci sarebbero stati numerosi studiosi italiani, in Italia o all’estero, con le competenze scientifico-settoriale che la posizione richiedeva. Per cui perchè non sono stati considerati?
Se invece la competenza settoriale non conta, com’è possibile che fra i tanti, bravissimi, e preparatissimi managers che escono dalla Bocconi o dalla LUISS, non vi fosse qualcuno che potesse essere assunto per modernizzare il management delle realtà museali italiane?
La possibile obiezione è che come noi assumiamo gli stranieri, facendo loro un favore, gli stranieri lo ricambiano assumendo i nostri. Si tratta di una obiezione sbagliata. Quando l’Italia esporta cervelli, come nel caso di un economista del valore di Alesina, siamo noi a fare un favore agli altri e non viceversa. Che lo faccia il capo del governo, capo del PD, e aspirante capo del Partito della Nazione, dimostra solo che il capo del governo non è all’altezza dei ruoli e incarichi che vuole ricoprire.

Dr. Riccardo Pelizzo, M.A., Ph.D.

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11 Ago
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Hellas Club in parlamento: l’indignazione del popolo gialloblù

La notizia data dal Tg Gialloblù e l’indignazione dei tifosi nella lettera di M.C. e nei commenti apparsi su Facebook.

«Vogliamo dare voce al nostro glorioso Hellas anche a Roma. Sappiamo bene che le priorità del Paese sono altre, ci mancherebbe, ma sappiamo pure che spesso il nostro Verona – e con lui i suoi tifosi – sui media nazionali viene bistrattato. E a volte è giusto intervenire a livello istituzionale,anche per dare ancora più forza al già eccellente lavoro svolto dall’ufficio stampa della società. Un esempio? Quante menzogne sono state raccontate negli ultimi tempi sui nostri sostenitori, con un’inevitabile danno di immagine per tutta la città?». Così il deputato di “Fare!”, Matteo Bragantini. «Con la nascita dell’Hellas Club Montecitorio – che avverrà tra poche settimane e che naturalmente punta a coinvolgere il maggior numero di parlamentari veronesi (e non solo) di qualsiasi schieramento politico – intendiamo dunque mettere a servizio della gente l’amore e la passione per i nostri colori. Pur sapendo che il calcio è un gioco, anche se molto serio» conclude il deputato tosiano «sarà nostro dovere, in casi di particolare gravità, difendere la città di Verona, tutti i veronesi e i tifosi perbene dell’Hellas».

LETTERA APERTA ALL’ON. BRAGANTINI:

EGR. ONOREVOLE MATTEO BRAGANTINI, PUR ESSENDO IO IL PRIMO TIFOSO DEL VERONA, MI DOMANDO SE NELLE VESTI DI PARLAMENTARE LEI NON ABBIA DI MEGLIO A CUI PENSARE CHE A FONDARE UN HELLAS CLUB A MONTECITORIO.

AFFRONTI LE VERE PROBLEMATICHE DELLA CITTÀ SENZA PERDERE TEMPO IN “PROGETTI” CHE NON SERVONO A NIENTE SE NON AD ACCATTIVARSI LE SIMPATIE DEI TIFOSI SCALIGERI AL SOLO FINE DI OTTENERE VOTI.

FORZA! PER LO MENO PROVI AD IMPEGNARSI UN PO’ DI PIU’: SARÀ MICA TUTTA QUI LA POLITICA DEL “FARE!” DI CUI ANDATE FIERI LEI ED I SUOI AMICI.

CORDIALMENTE

MC

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