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03 Giu
11

IL «CORVO» SCALIGERO SUL VICE-SINDACO DI VERONA

Vito GiacinoIL «CORVO» SCALIGERO SUL VICE-SINDACO DI VERONA

Nell’articolo del 23 maggio vi anticipavamo, con grande cautela, come secondo il «corvo» funzioni il “sistema Verona”. Oggi, entrati in possesso dell’esplosivo documento pervenuto ai consiglieri comunali, riteniamo opportuno informarvi più in dettaglio.

E’ necessario premettere che noi non abbiamo alcuna possibilità di sapere se ciò che vi è scritto nel dettagliatissimo esposto sia vero o se sia falso. Tuttavia nella triste situazione di “deserto informativo” in cui si trova la nostra città, riteniamo opportuno che i cittadini ne siano a conoscenza, come ci auguriamo che vengano in futuro a conoscenza degli sviluppi dell’indagine che sul punto necessariamente dovrà svilupparsi. Eh si, perché un’altra certezza è che questo documento è finito nelle mani della Procura della Repubblica di Verona. Solo a lei il compito di approfondire, a noi solo quello di informare.

Nella sua missiva il corvo bersaglia il Vice-Sindaco ed Assessore all’urbanistica del Comune di Verona.

Secondo la raccapricciante missiva chiunque voleva ottenere qualcosa dal settore urbanistica doveva obbligatoriamente richiedere una consulenza legale al coniuge del Vice-Sindaco il quale avrebbe percepito i compensi da numerose imprese per alcune centinaia di migliaia di euro. Tanto da potersi permettere un appartamento da sogno al centro di Verona per il quale, nonostante i rigorosi vincoli urbanistici e architettonici, avrebbe ottenuto facilmente e tempestivamente tutti i permessi necessari.

Altra anomalia, secondo quanto si legge sempre in suddetta missiva, è che l’impresa esecutrice dei lavori sia la So.Ve.Co. S.p.A. che negli ultimi anni a Verona ha sbancato in fatto di appalti del valore di centinaia di milioni di euro, aggiudicandosi i lavori del Traforo, Filobus, Ponte S. Francesco, parcheggio ex-gasometro, parcheggio piazzale Cadorna, tanto per citarne alcuni.

Infine, il responsabile che si è occupato degli stessi lavori sotto il versante amministrativo sarebbe l’architetto Cristina Salerno, moglie a sua volta dell’ing. Giuseppe Casagrande, già più volte direttore dei lavori nei cantieri della So.Ve.Co. S.p.A.

Come sempre chiudiamo augurandoci che non vi sia nulla di vero, sebbene inizi a scorrere dentro di noi un po’ di turbamento.

Michele Croce

P.S. Abbiamo ricevuto alle 19:43 del 03.06.2013 la seguente “diffida“, che trascriviamo non senza rilevare che sarà cura di Verona Pulita pubblicare la notizia della falsità delle accuse presenti nella missiva del «corvo» se e nel momento in cui sarà accertata dalla autorità giudiziaria.

Egr. Avv. Michele Croce

Abbiamo saputo e visionato quanto da lei pubblicato sul suo sito veronapulita.it. Viene riportato il contenuto di un sedicente testo anonimo il cui tenore è fortemente lesivo e diffamatorio dell’onorabilità degli scriventi avvocati. Lei sa bene il valore sia giuridico che etico-morale che uno scritto di tal specie ha. Siamo pertanto molto stupiti della sua condotta. La diffidiamo formalmente ad eliminare immediatamente dal suo sito, da ogni social-network o comunque mezzo informatico a lei riferito ovvero dal divulgare con qualsiasi altro mezzo siffatte circostanze false, diffamatorie e calunniose. Nel caso non provvedesse nei termini più immediati ci troveremo costretti, cosa che faremo senza indugi, a tutelare in ogni sede opportuna la nostra onorabilità, che lei, peraltro tecnico del diritto, con grande negligenza ha minato con la sopraddetta pubblicazione. Sicuri di un pronto riscontro cordialmente salutiamo. Verona, lì 3 giugno 2013 Avv. Alessandra Lodi Avv. Vito Giacino

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30 Mag
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VERONA PULITA INCONTRA BORGONUOVO: DOMENICA 02.06.13 ore 18:00

volantino vrp 2 M Croce

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26 Mag
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VERONA ODIA VERONA

Palazzo BarbieriVERONA ODIA VERONA

C’è una Verona che ride ed una Verona che piange. C’è la Verona dei politici, degli amministratori pubblici, che la crisi neppure sanno cosa sia. E c’è la Verona dei cassintegrati, delle imprese che chiudono, dei disoccupati disperati, che vivono tragedie quotidiane.

La prima odia la seconda.

Due esempi.

C’è la Verona dell’Aeroporto Catullo, quella che ride per le assunzioni dei soliti cognomi noti, per gli aumenti di stipendio e per i premi ad alcuni dipendenti fortunati, e quella che piange per le 212 famiglie dei lavoratori cassintegrati lo scorso Natale, alle quali qualche giorno fa se ne sono aggiunte ulteriori 12 (silenzio assoluto da parte di tutti, ovviamente).

C’è la Verona della Mazzi Costruzioni, quella dell’impresario che ride per aver ottenuto l’appalto delle grandi opere locali (Traforo e Filobus tanto per citare le due principali), e quella che piange, come le famiglie degli 88 dipendenti che da mesi non ricevono gli stipendi (così, il segretario Cisl Castellani, sul Corriere di Verona del 24.05: “Siamo di fronte ad un pessimo esempio di imprenditori che si disinteressano completamente dei propri dipendenti e della società per curare solo i propri interessi“).

Due città si contrappongono: i pochi contro i tanti, gli “eletti” contro i “normali”. Quelli che se la ridono contro quelli che si disperano.

Superfluo dire da che parte stiamo.

Michele Croce

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23 Mag
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IL “SISTEMA VERONA” SECONDO IL «CORVO» SCALIGERO

IL “SISTEMA VERONA” SECONDO IL «CORVO» corvoSCALIGERO

Nella sua lettera piena di dettagli il «corvo» descrive un sistema, il “sistema Verona”.

Questo è il funzionamento.

Sempre le solite imprese vincerebbero gli appalti banditi dal Comune (è noto come non sia affatto difficile né raro confezionare bandi per appalti “su misura”, così come escludere offerte di per sé vincenti in quanto “anomale”).

I soliti impresari che vincerebbero gli appalti si “sdebiterebbero” con i politici versando loro ingenti somme a titolo di “consulenze legali” (allo stesso politico, magari professionista, o ad un parente, magari professionista, o al consulente). Magari con l’aggiunta di vari tipi di benefit: viaggi, case, ristrutturazioni, ecc.

Non scopriamo l’acqua calda: il meccanismo è arcinoto, da Lampedusa a Bolzano passando da Verona.

Solo che il «corvo» scaligero ha offerto qualcosa in più:

  • nomi e cognomi dei politici locali (e dei relativi parenti);
  • ragioni sociali delle imprese;
  • gli appalti;
  • circostanze dettagliate di tempo e luogo;
  • e soprattutto le c.d. “consulenze legali”: nomi dei beneficiari (politici, parenti dei politici, consulenti dei politici), importi, numeri e date delle fatture.

Ci auguriamo che tutto ciò non corrisponda al vero e sia solo il frutto di fantasie del solito mitomane.

Ma un po’ di chiarezza non farebbe male.

Alla prossima puntata con un caso specifico.

Michele Croce

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