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06 Lug
1

L’ULTIMO LIBRO DI AVENTINO FRAU E LA RECENSIONE DI RICCARDO PELIZZO

Aventino Frau copertina libroL’on. Avv. Aventino Frau mi ha pregiato di una copia del suo ultimo libro: “Agenda per un Paese immobile e per un partito che non c’è“. Nella lettera di accompagnamento mi ha dedicato parole importanti, tra le quali “coraggio” e “responsabilità“. Lo ringrazio pubblicamente. Non avendo titoli nè capacità per fare una recensione, mi sono permesso di richiedere al politologo di fama mondiale Riccardo Pelizzo di farne una. Schietta e sincera ovviamente, nello stile di Verona Pulita. Grazie ad entrambi. Michele Croce.

L’avvocato Croce, fondatore, animatore e presidente di Verona Pulita mi ha chiesto di recensire l’ultimo libro di Aventino Frau, in cui il politico veronese, discute della necessità delle riforme, della necessità di rifondare i partiti, della necessità di una politica migliore, dell’inutilità delle categorie di destra e sinistra e così via.

Il libro dice delle cose giuste, ma dice anche alcune inesattezze. Mi limito a indicarne una relativa al confronto fra la classe politica attuale giudicata negativamente da Frau e la classe politica di un tempo giudicata invece molto positivamente.

La differenza fondamentale fra la classe politica italiana di oggi e quella che, dopo il compromesso, governò il paese è una sola: la classe politica di allora è responsabile per aver raddoppiato il debito pubblico facendolo quasi raddoppiare fra il 1979 e il 1992, mentre quella di oggi cerca come può di arginare un debito catastrofico fatto i quegli anni di scelte dissennate da una classe politica sprecona.

Si dice che la classe politica di allora fu molto lungimirante. Non lo fu.  Non si rese conto delle trasformazioni demografiche della società italiana, non si rese conto di come queste avrebbero sconquassato il nostro sistema previdenziale, finanziò la crescita con l’espansione del debito,  non finanziò la ricerca e lo sviluppo ponendo così le basi per la nostra attuale arretratezza tecnologica, ed utilizzò l’impiego pubblico per limitare la disoccupazione. Tutte scelte sbagliate.

La seconda repubblica è stata una occasione mancata. Le riforme non sono state fatte, né a destra nè a sinistra si è riusciti a dar vita a partiti funzionanti, il debito pubblico è rimasto alto e il tasso della crescita economica non è stato paragonabile a quello dei decenni precedenti.

Ma tutti questi problemi nascono nella prima repubblica. Sono il frutto di scelte sbagliate di una classe dirigente che, per quanto colta ed ideologicamente attrezzata, ha fatto scelte dannosissime per il paese.

L’insoddisfazione per un presente deludente, non ci deve far ignorare le ben più gravi manchevolezze del passato. Sarebbe un grave errore.

Dr. Riccardo Pelizzo, M.A., Ph.D.

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02 Lug
7

INDAGINI AGEC: IL SISTEMA SI INCRINA

Locandina L'Arena 02.07.13INDAGINI AGEC: IL SISTEMA SI INCRINA

Forse è arrivato il momento del reddae rationem.

Le notizie sulle indagini per gli appalti Agec assumono dei contorni sempre più nitidi e nello stesso tempo inquietanti.

Ma la notizia veramente importante è che si inizia a parlare di corruzione anche qui da noi, a riprova del fatto che forse non eravamo proprio quella “isola felice” tanto decantata come “modello Verona“.

Di sicuro deve far riflettere che un certo establishment non ha esitato a deturpare l’immagine di un cittadino, professionista e padre di famiglia per una vicenda irrilevante, mai immaginando che la vittima di turno potesse avere la forza ed il coraggio di reagire.

In altre parole, ove queste notizie dai contorni sempre più nitidi fossero confermate, verrebbe da riflettere sull’impudenza di chi alza un polverone per la vicenda della ristrutturazione di un ufficio quando nel suo armadio custodiva scheletri di ben altra rilevanza.

Ecco, lo spunto di riflessione è proprio questo: la sensazione era che il sistema fosse così forte, o si sentisse così forte, da non avere alcuna preoccupazione pur in presenza di fatti molto gravi su cui la magistratura sta facendo luce.

Ma le notizie sullo sviluppo delle indagini partite dalle mie denunce (una sola precisazione per amore di verità: le denunce le ho fatte prima di essere allontanato da Agec e non dopo) rappresentano il simbolo, fortissimo e incoraggiante, che il sistema si è incrinato.

Non abbiamo che da auspicare che la crepa in questa diga si allarghi, che l’acqua tracimata ripulisca tutto, e allora realmente potremo iniziare a ricostruire.

Michele Croce

 

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MIchele Croce e la sua "Verona Pulita"
29 Giu
5

RISPETTO E FIDUCIA

giustiziaRISPETTO E FIDUCIA

La Procura Regionale della Corte dei Conti ha formulato la sua richiesta, chiedendomi il pagamento di una quota delle spese sostenute per i lavori negli uffici Agec.

Vorrei ricordare che la Procura è una “parte” del processo contabile e dunque ha la funzione di formulare richieste; quella di giudicare spetta alla Corte dei Conti.

E’ ovvio che non è una bella notizia, ma è altrettanto ovvio che la mia fiducia in tutta la magistratura è sconfinata e dunque sono pronto ad affrontare serenamente qualsiasi tipo di giudizio nella granitica consapevolezza di non aver alcun rimprovero da muovermi.

D’altro canto ero stato io stesso ad autodenunciarmi.

Non voglio essere presuntuoso ma non ho memoria o notizia di “precedenti” in tal senso.

Lo feci nella certezza di non aver avuto alcun comportamento scorretto.

Oggi quella certezza non è minimamente intaccata.

Lo rifarei?

Assolutamente si.

Michele Croce

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27 Giu
9

OMBRE SINISTRE SUL COMUNE DI VERONA?

Palazzo Barbieri

OMBRE SINISTRE SUL COMUNE DI VERONA?

Leggendo qua e là su internet, mi sono imbattuto in un articolo che il noto giornalista Ruotolo ha scritto il 26 giugno 2013 per “La Stampa” di Torino, menzionando i presunti rapporti tra l’ex tesoriere Belsito, le cosche calabresi legate agli ambienti massonici e la nuova “Lega di Tosi” (vedi articolo: http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/maroni-o-massoni-la-lega-al-centro-di-un-torbido-intreccio-tra-poteri-occulti-58358.htm). Secondo quanto si legge vi sarebbe un’inchiesta della Direzione Investigativa Antimafia che sta facendo tremare i palazzi del potere e che lambisce anche la nostra città.

Il Sindaco ha prontamente negato conoscenze e coinvolgimenti annunciando immancabilmente azioni legali a tutela della sua onorabilità.

E’ ovvio che è quantomeno prematuro esprimere un giudizio su quanto sta avvenendo, tuttavia perennemente animati dal desiderio che le notizie – anche quelle più nascoste – vengano messe a disposizione dei cittadini riteniamo opportuno segnalarvi un qualcosa che riguarda la nostra città.

Sto parlando di appalti da centinaia di milioni di euro per i lavori pubblici nel Comune di Verona e della So.Ve.Co. S.p.A. che di questi appalti è la regina.

So.Ve.Co. S.p.A. a Verona ottiene appalti a “rotta di collo”, per inciso, come abbiamo già detto, ristruttura l’attico dei coniugi Giacino, ma nel contempo finisce sotto la lente di ingrandimento del Nucleo di Polizia Tributaria di Verona (informativa del 16.07.2009 n. 6164). Balza all’occhio la circostanza che uno dei due soci al 50% dell’azienda (capitale sociale: 1,5 milioni di euro) non presenti dichiarazione dei redditi dal 2001 ed è sposata con tale Antonino Papalia da Delianuova (Reggio Calabria), ritenuto socio occulto della stessa So.Ve.Co. S.p.A. e soggetto cui la Polizia Giudiziaria dedica letteralmente fiumi di inchiostro.

Qui si ferma la prima puntata.

Sarà un’estate rovente a Verona.

Michele Croce

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