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18 Ago
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IDEE FERRAGOSTANE PER IL RILANCIO DI VERONA: LA SESTA IDEA (LSI) (di Vero Romano Patrizio)

Famiglie e bambini al centro della Sesta Idea. Vediamo come.

Cà del Bue (tornato prepotentemente alla ribalta nei deliri estivi dei polici locali che fanno a gara coi soldi pubblici nel gioco dello “scaricabarile”, della serie: “chi lo ha mai voluto?” – “eventuali penali a carico della Regione!”) a Verona è una cattedrale nel deserto, un tempio nel vuoto. Nato per risolvere con tecnologie futuribili lo smaltimento dei rifiuti e produrre energia, non ha mai incenerito altro che centinaia di milioni di euro (pubblici, ci mancherebbe altro), e le uniche energie che ha originato sono quelle nervose che i veronesi scaricherebbero volentieri sul mix geniale di progettisti-amministratori-politici che si sono susseguiti nel ripeterci: “ghe penso mi“.

Noi riteniamo che la struttura fatta di torri, sale, spiazzi, forni, sia perfetta per accogliere i bimbi veronesi in un mega ed unico asilo comunale. Metafora ideale del tanto atteso cambiamento – dai soldi in fumo al fumo per i bimbi – la soluzione prospettata avrebbe solo conseguenze positive: gli immobili attualmente adibiti ad asili verrebbero venduti per fare cassa oppure trasformati in isole ecologiche cittadine (come giusta compensazione); concentrando gli asili a Cà del Bue si creerebbero forti risparmi nella gestione di maestri, bidelli, trasporti, mense e quant’altro.

L’asilo Cà del Bue, infine, sancirebbe nei secoli le virtù di un’amministrazione cittadina sempre vicina ai piccoli ed alle famiglie, a dispetto del singolare fatto (che gli oppositori più puntigliosi scioccamente ci fanno rilevare) che sindaco, vice-sindaco, presidenti, assessori e compagnia cantante non abbiano bimbi da cullare, lavare, con cui giocare, mangiare, fare i compiti o andare all’asilo (si sa, la famiglia è giustamente considerata un ingombro nell’inarrestabile percorso espansionistico nazionale del Gotha politico veronese).

Vero Romano Patrizio

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16 Ago
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IDEE FERRAGOSTANE PER IL RILANCIO DI VERONA: LA QUINTA IDEA (LQI) (di Vero Romano Patrizio)

La Quinda Idea concerne Castel Vecchio.

Tra gli obbrobri assoluti dell’architettura mondiale, fatto di mattonacci rossi, che nel loro squallore richiamano le abitazioni e le fabbriche della rivoluzione industriale, Castel Vecchio rappresenta un’offesa per gli occhi dei cittadini, al buon gusto, e alla bellezza.

Noi riteniamo che andrebbe tutto coperto di cemento o materiale affine e dipinto con un colore più sobrio e più consono con la natura moderata dell’elettorato cittadino. Riteniamo poi che anche la sua destinazione d’uso vada modificata per permettere alla cittadinanza tutta di godere di ciò che le appartiene.

Tre proposte ci sembrano più meritorie: diamo Castel Vecchio all’AGEC e ne facciamo appartamenti popolari per pensionati con reddito inferiore ai 400 euro al mese. Oppure, trasformiamo sto vecchio e inutile castello in un bel centro commerciale così che gli anziani non si debbano più affaticare a rincorrere l’autobus fino alla grande mela per comprare verdure ed ortaggi. Oppure lo trasformiamo nel più grande centro massaggi cinesi del mondo e facciamo venire pellegrini e bisognosi di tutta Europa a farsi rimettere in sesto dalle amorevoli cure di professioniste qualificate e certificate che hanno votato cristianamente la loro esistenza alla promozione del benessere altrui.

Quest’ultima opzione ci sembra oggettivamente la migliore. In primo luogo perché oltre a beneficiare gli anziani, come le altre due soluzioni, questa scelta può avere benefici effetti anche per segmenti più giovani della popolazione. Secondo, questa scelta è preferibile alle altre di natura più gretta e commerciale perché promuove secondo natura l’integrazione fra i popoli che il governo nazionale con i suoi bravi ministri e ministre è tanto impegnato a perseguire. Terzo, questa scelta potrebbe rinvigorire  l’industria del turismo che negli ultimi anni ha subito un afflosciamento e quarto mostrerebbe come finalmente la morale di noi popoli padani e mediterranei si sia messa in sintonia con la più moderna, più libera, più razionale moralità di quei popoli del nord che da sempre sono nostra guida ed ispirazione.  

Vero Romano Patrizio

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14 Ago
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IDEE FERRAGOSTANE PER IL RILANCIO DI VERONA: LA QUARTA IDEA (LQI) (di Vero Romano Patrizio)

rilancio di verona

rilancio di verona

La Quarta Idea (LQI) per il rilancio di Verona riguarda l’Arco dei Gavi.

Da quando Napoleone per fare il suo ingresso trionfale nella magica Verona lo fece spostare, l’arco dei Gavi si trova sul lato destro di Castel Vecchio, dirimpetto all’Adige che scorre nervoso nel suo letto.

Ecco, fosse solo per l’amore della verità storica, per la protezione e il ripristino del nostro tesoro culturale e monumentale, per ripulire Verona dalle tracce del passaggio di un insignificante personaggio storico che tutti avrebbero dimenticato se non gli avessero dedicato una scatoletta di tonno (anche se i ben informati assicurano che si tratti di casuale omonimia e non di omaggio al quel personaggio che pure Edmon Dantes incontra prima che la vita lo trasformi nel Conte di Montecristo …) non varrebbe proprio la pena parlarne.

Ma recenti sondaggi hanno rivelato come a Verona il tasso di infelicità, che da noi come da altre parti non è rimasto insensibile agli effetti della crisi finanziaria, sia quasi interamente imputabile ad un solo fattore:  l’erroneo posizionamento dell’Arco dei Gavi.

Questo arco, storico, di bellezza ineguagliata, pregno di significato che eccede la limitata e limitante comprensione della mente postmoderna, oggi apre una porta sul nulla, sull’impossibilità di movimento sancita dalle mura che salvano i cittadini dal cadere nelle limpide acque dell’Adige, su di un ostacolo, e  tutto questo nella mente del povero cittadino veronese si trasforma in metafora viva della condizione umana ed in causa di ansietà e preoccupazioni incontrollabili.

Per tanto, e questa è la Quarta Idea (LQI), noi suggeriamo il riposizionamento dell’Arco dei Gavi proprio là da dove fu divelto e dove da oltre due secoli Verona mostra al mondo le cicatrici di una ferita che nemmeno l’ultima grande amministrazione comunale ha saputo sanare.

Vero Romano Patrizio

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12 Ago
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IDEE FERRAGOSTANE PER IL RILANCIO DI VERONA: LA TERZA IDEA (LTI) (di Vero Romano Patrizio)

Per il rilancio di Verona, la Terza Idea (LTI) che proponiamo è molto semplice.

Data l’esigenza dell’amministrazione comunale di reperire risorse sempre nuove da destinare a progetti sempre più mirabolanti, alle amministrazioni future suggeriamo un semplice stratagemma per far cassa: vendere Palazzo Barbieri e la Gran Guardia a qualche grande catena alberghiera internazionale che potrebbe essere interessata ad offrire alla propria clientela una camera con vista sulla Bra e sull’Arena.

Il Comune farebbe degli ottimi incassi, l’economia del centro storico riceverebbe un grande impulso, e gli amministratori veronesi non dovrebbero più scomodarsi di guidare per le strette strade del centro per raggiungere il proprio luogo di lavoro.

Resta la domanda: dove sistemare il Comune? Viste le doti quasi magiche riconosciute a molti dei nostri apprezzati politici locali, visto l’interesse di alcuni politici nostrani per i culti pagani romani e preromani, vista la fascinazione leghista per la tradizione druidica, la Spianà è il luogo ideale per il Comune. Era lì infatti che i druidi anticamente celebravano i loro culti. Non vi è posto migliore in tutta la città dove i nostri amministratori possano praticare le loro magie amministrative per il rilancio di Verona.

Vero Romano Patrizio

VRP

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