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10 Ott
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L’ABOLIZIONE DEL REATO DI IMMIGRAZIONE CLANDESTINA TRA PURA DEMAGOGIA E CATTIVA POLITICA (di Riccardo Pelizzo)

immigrazionePer andare in molti paesi in via di sviluppo è necessario avere un passaporto valido per molti mesi, avere un certo numero di pagine libere per timbri e bolli, e serve avere il visto.
Anche se l’ottenimento del visto viene generalmente rilasciato a chi produce la documentazione necessaria, la preparazione della documentazione è spesso laboriosa. Bisogna compilare vari moduli, mostrare le prenotazioni aeree per l’entrata e l’uscita dal paese, si deve comunicare dove si risiederà nel corso del soggiorno, si devono fornire indicazioni su cosa si vada a fare nel paese, e serve spesso, per chi viaggia per lavoro, una lettera di invito da parte dell’azienda o dell’organizzazione per cui si va a lavorare. Non solo, in taluni casi le autorità richiedono che questa lettera sia firmata in originale e che sia certificata da notaio.
Posto che il visto sia rilasciato, che il passaporto sia valido, al viaggiatore serve anche avere con sé il libretto delle vaccinazioni che dimostri la vaccinazione contro la febbre gialla, altrimenti nonostante il visto e la validità del passaporto nei paesi in cui la febbre gialla è endemica non si può entrare.
A Singapore, chi ci va per lavoro ci va con tutta una serie di documenti tra cui un visto di principio, che viene trasformato in un visto effettivo solo dopo che il lavoratore è stato sottoposto ad un attento esame medico ed è stato giudicato idoneo a svolgere il lavoro per cui è stato chiamato.
In altri paesi, non si può entrare se si è o si è stati affetti da una qualche malattia (per esempio la tubercolosi).
Anche se non in tutti i paesi si richiede una qualche vaccinazione o un completo esame medico, in tutti i paesi – salvo diversi accordi bilaterali – servono i documenti: visto e passaporto.
Chi entra in un paese senza passaporto, senza visto, o chi rimane nel paese dopo la scadenza del visto è un immigrato illegale — reato per cui si può essere soggetti a detenzione, a deportazione, e al divieto più o meno lungo di rientrare nel paese dove si è risieduto illegalmente.
Questo avviene in Australia, in Canada, in Francia, e negli Stati Uniti. Perfino paesi (UK, Germania) fino ad oggi piuttosto tolleranti con gli immigrati clandestini – che sono fuorilegge – stanno dando un giro di vite e si preparano ad espellerli.
I clandestini utilizzano servizi e beni pubblici a cui non hanno diritto, contribuiscono al dissesto dei conti pubblici, possono essere reclutati dal crimine, e possono svolgere attività terroristiche – per questo la loro presenza non può essere tollerata come hanno sottolineato negli ultimi mesi sia il governo britannico che quello tedesco.
Che in Italia si voglia percorrere la strada opposta sull’onda dell’emotività è pura demagogia, cattiva politica e pessima amministrazione.

Dr. Riccardo Pelizzo, M.A., Ph.D.

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02 Ott
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PARENTOPOLI: REQUIEM DEL SISTEMA VERONA

parentopoliNei mesi scorsi qualcuno, in maniera non propriamente benevola, mi ha rimproverato per avere troppo spesso gridato proclami sull’esistenza di un cambiamento, di cui però non si vedevano elementi concreti.
Posso orgogliosamente rivendicare non solo di aver dato il mio piccolo contributo con riferimento alla vicenda Agec, ma anche di aver colto tutta una serie di elementi significativi di un reale processo di cambiamento.
E il cambiamento si sta effettivamente verificando.
Le notizie che ci giungono su PARENTOPOLI ne rappresentano un esempio lampante e granitico.
Mi permetto di osservare che non è cosa comune che la totalità o quasi delle aziende municipalizzate sia oggi investita da indagini molto serie.
Mi permetto di osservare, integrando sul punto anche “tecnicamente” quanto riportato dalla stampa, che non è che i funzionari vengano semplicemente “sentiti”; nei loro confronti il p.m. chiede l’applicazione di una misura interdittiva che rappresenta una delle più gravi misure cautelari personali previste dal codice di procedura penale.
Questo non signica solo che vi è un’indagine, ma che l’indagine è molto ben sviluppata al punto da spingere la Procura a formulare richieste cautelari.
E ciò non riguarda solo una o due persone, una o due aziende ma – ripeto – la quasi totalità delle aziende controllate direttamente dal Comune.
Io, nel pieno rispetto dell’art. 27 della Costituzione, presumo che siano tutti innocenti, ma non posso fare a meno di osservare che ove così non fosse saremmo dinnanzi allo SGRETOLAMENTO dell’intero sistema.
Credo che questo sia un momento in cui debba farsi un ancor più rigoroso appello al senso civico di tutti i cittadini veronesi, affinchè tutti partecipino ad una svolta epocale che non potrà che rappresentare una formidabile occasione di rilancio per tutta Verona.

Michele Croce
pulire per ricostruire

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01 Ott
4

STANGATA TARES A VERONA: ORA BASTA!!!

tares verona

tares verona

La nuova stangata, che in tempi non sospetti Verona Pulita aveva preannunciato (Dallo sceriffo di Nottingham allo sceriffo di Verona), alla fine è arrivata.
Proviene dal Comune di Verona e si chiama TARES VERONA (leggasi rifiuti).
Gli avvisi di pagamento o sono arrivati da poche ore oppure non sono nemmeno arrivati, ma il Comune ne pretendeva il pagamento entro lunedì 30 settembre.
Si tratta di una vera e propria stangata, con un incremento rispetto allo scorso anno fino al 20% in più (fonte: L’Arena, 28.09.2013).

  • Evidentemente al Comune poco importa se i veronesi differenziano i rifiuti sempre più e quindi di conseguenza dovrebbero pagare sempre meno: + differenziata – secco non riciclabile – smaltimento in discarica – costi.
  • Evidentemente al Comune poco importa se ai veronesi non è mai stata restituita l’Iva indebitamente pagata sulla Tia versata gli anni scorsi, nonostante le promesse.
  • Soprattutto, al Comune non interessa applicare a Verona ciò che la normativa nazionale prevede, ovvero il sistema di misurazione puntuale dei rifiuti (art. 14, co. 29, L. 214/2011), in modo tale che ognuno paghi esattamente per i rifiuti che produce. Ma di questo, dei forti interessi dei proprietari privati delle discariche e degli enormi risparmi dei comuni virtuosi che hanno applicato tale sistema, vi parleremo fra qualche giorno.

La stangata è quindi insopportabile. Irricevibile.
Prima il Comune mantenga le promesse, applichi la normativa nazionale, si comporti come i comuni virtuosi, riduca i costi ed elimini l’aumento ingiustificato.
Tutti i cittadini sono chiamati a partecipare ad una iniziativa di protesta della quale ci faremo promotori.
Michele Croce

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26 Set
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FLAVIO TOSI IL “RISOLUTORE”

arena infuocataC’eravamo lasciati domenica (Notizie di “fuoco” a Verona) con la promessa che oggi vi avrei svelato il nome del nostro protagonista.
Puntuale provvedo a comunicarvelo.
Secondo l’informativa della Polizia Giudiziaria è il Sindaco di Verona FLAVIO TOSI.
E’ lui, secondo quanto si legge nell’informativa, che ha presentato ai due addetti ai fuochi d’artificio un funzionario del Comune come “addetto alla Soprintendenza“; è lui, secondo quanto si legge nell’informativa, che avrebbe effettuato una pseudo-telefonata al Questore dinnanzi agli occhi dei due fuochisti e che l’avrebbe conclusa con la rassicurazione che i fuochi potevano essere esplosi.
Naturalmente non sappiamo se tale telefonata vi sia stata o meno; ma l’informativa evidenzia che il Questore “a quella data era assente per congedo“.
Di certo, a parte l’intuitivo rilievo che un divieto scritto non può essere mai superato da una autorizzazione verbale, siamo propensi a ritenere che l’autorizzazione non vi sia mai stata in quanto non ne sarebbe conseguito il procedimento penale a carico dei due addetti ai fuochi di artificio.
Anche in questo caso non facciamo nessun commento, lasciando ad ogni cittadino le sue valutazioni sull’accaduto.
Di certo non ci sembra una vicenda insignificante.
L’unica possibilità è che il documento speditomi per posta non sia autentico; in questo caso farei le mie scuse al Sindaco immediatamente.
Tuttavia la stessa informativa mi sembra assolutamente autentica e d’altro canto – spulciando un pò sulla stampa dell’epoca – ho visto che proprio il Sindaco Tosi aveva rivendicato orgogliosamente di “essere andati avanti lo stesso” (fonte: Corriere di Verona, pag. 9, 04.07.2013).
Prevedo un autunno infuocato.
Michele Croce

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