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06 Nov
3

PULIAMO E RICOSTRUIAMO VERONA

 

Domenica mattina in piazza Bra lo abbiamo percepito chiaramente. Un mix di sorpresa, imbarazzo, disincanto serpeggia tra i veronesi.
La città pare essersi svegliata dal miraggio del “modello Verona” constatando, attraverso l’azione della magistratura e gli scandali che travolgono l’amministrazione locale, la preoccupante presenza di un “sistema Verona“. In fase di sgretolamento.
Di fronte a questo scenario ci si dovrebbe attendere delle risposte da parte della politica.
Non certo quella stridente della “piena fiducia” agli indagati, arrestati o perquisiti, e neppure quella del “vediamo le carte”, come se nulla fosse accaduto ed i veronesi fossero degli sprovveduti incapaci di cogliere il tragico momento storico con il fallimento di un’esperienza politica.
Noi crediamo che l’unica risposta da dare – ed è quello che abbiamo cercato di dire domenica in piazza Bra – sia un appello. Un invito a tutti i cittadini / circoli / associazioni di buona volontà, che abbiano a cuore le stelle polari della onestà e della competenza. L’invito è quello di farsi avanti, collaborare e coordinarsi. Occorre riprendere in mano le redini della città, cambiando completamente registro. Servono energie positive per salvare la nostra amata Verona. Ora ed insieme.

Michele Croce
Pulire per ricostruire

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05 Nov
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TOSI: RICOSTRUIRE VERONA (dal blog di Aventino Frau)

A. FrauVerona ha qualche buon motivo di riflettere sulla politica nazionale e locale, soprattutto da quando il suo sindaco si è messo in testa di essere un leader nazionale e, imitando Renzi, vuole partecipare a presunte e poco probabili primarie del centrodestra.
Dimenticando di essere il segretario nazionale veneto della Lega e uscito dai confini e ha presentato la sua fondazione a Mantova, dove in verità c’era parecchia gente, anche se molti erano i veronesi.
La fondazione ambiziosamente si chiama “Ricostruiamo il Paese”. Tosi, facendo dimenticare il suo passato di leghista duro e puro, è poi andato in Sicilia, dove il senso dell’ospitalità è più forte, non solo per gli stranieri che arrivano in barca.
Certo la fondazione ha un suo documento programmatico ma è soprattutto la cassa per le future iniziative e sarebbe interessante vedere come e da chi è finanziata.
Il documento programmatico non esprime novità, non è caratterizzato da un progetto particolare, esprime anche buone idee ma sono quelle che girano ovunque, solo che nessuno le realizza né a destra né a sinistra.
Certo rimane difficile immaginare Tosi che sostituisce Berlusconi nel comando del centrodestra e per di più attraverso primarie che non ci saranno.
La Lega non è proprio in grado, dopo aver ottenuto la presidenza di Piemonte, Lombardia e Veneto, di ottenere di più dalla “nuova” Forza Italia e non sono più entrambe la forza galoppante della prima fase di questa stagione politica ormai giunta al declino.
Nè basta lo slogan lanciato da Tosi a Mantova che ci vogliono i quarantenni al posto degli ottantenni. Troppo facile.
In realtà Tosi sta dormendo sonni poco tranquilli. Il suo mito è stato costruito dalla tv e dalla stampa che, infatti, vive ancora di rendita sul personaggio e tace su quanto sta avvenendo a Verona, dove il mito sta cadendo a pezzi.
Il suo potente ufficio stampa, così bravo a valorizzare il personaggio, probabilmente ora ha notevoli difficoltà che Tosi (anzi la giunta) non può sempre affrontare con querele ai giornali, facendo pagare le spese legali ai cittadini.
Senza voler eccedere nei giudizi, pare però ormai chiaro che la gestione del potere comunale non sta dando se non risultati assai grami. La città sembra attonita di fronte all’azione della magistratura e agli scandali nei quali si trova l’amministrazione che ormai lambiscono (per usare un termine leggero) la direzione politica e non è detto che si fermino qui.
Ne nasce, inevitabile, il problema della responsabilità politica, della capacità di gestione della dirigenza, della scelta degli uomini, per il controllo che un capo deve esercitare, aldilà degli interessi, del familismo, del clientelismo.
Dov’è la nuova classe dirigente dei quarantenni, dove il promesso rinnovamento che è fatto dal metodo, dagli impulsi dei capi, dalla volontà politica?
Mentre la casa brucia, non si possono dare lezioni dalla tv nè voler ricostruire l’Italia quando pure la città è un impegno troppo gravoso e mal gestito.
Dopo quanto sta avvenendo c’è da ricostruire Verona, trovare una nuova dirigenza, basata sulle scelte importanti, su una strategia per la città, sul ricambio della dirigenza, sulla costruzione di un potere democratico che non si fermi solo al momento elettorale.
Bisogna indagare anche nel proprio esercito, tra i propri colonnelli ed essere politicamente capaci anche di rischiare qualche amicizia.
Quando ad Aristotele chiedevano come mai avesse criticato Platone, suo amico, rispose “Amicus Plato sed maius amica veritas” Platone mi è amico ma ancor più mi è amica la verità.
Se si preferisce l’amico alla verità, bisognerà poi arrendersi alla stessa e pagarne il conto che è salato, in responsabilità, in credibilità, in fiducia dei cittadini.
Non è necessariamente un conto giudiziario: non esiste solo il codice penale ma anche quello politico e morale. Altro che ricostruire l’Italia.

Aventino Frau

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31 Ott
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DOMENICA IN PIAZZA A VERONA

Per dare inizio ad un reale cambiamento. Per pulire e ricostruire. Insieme.

incontriamoci

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31 Ott
3

MEGLIO “A TEMPO SCADUTO” CHE MAI

tosi su relazioni Croce

L’Arena 11.11.2012

Resto sbigottito dalla tristissima constatazione che le uniche circostanze in cui l’amministrazione fa sentire la sua voce in relazione al dramma che la città sta vivendo siano per preannunciare querele (ben vengano) oppure per impegnarsi in una patetica e rantolante pseudo-illustrazione di date che dimostrerebbero un mio intervento solo quando avevo avuto certezza di essere defenestrato dall’Agec.
Quale è la posizione dell’ammistrazione sulla revoca o meno dell’appalto mense? Il Comune si costituirà o no parte civile per il danno all’immagine? Chi ci assicura la qualità dei cibi somministrati ai nostri figli? Ma su questi argomenti tutto tace.
Non c’è che dire, questo dato – da solo – ci rivela tutta la “consistenza” dell’amministrazione attuale.
Naturalmente quanto affermano è smaccatamente falso e tutto ciò sarà accertato nelle competenti sedi.
Ma seppure – e lo dico ragionando per assurdo e per iperbole – avessero ragione ed io fossi effettivamente un “moralizzatore a tempo scaduto” mi chiedo e Vi chiedo se comunque non sia meglio essere considerati tali piuttosto che non aver mostrato mai un cenno di considerazione per vicende enormemente gravi.
In altre parole, ed in ogni caso, meglio “a tempo scaduto” che mai.

Michele Croce

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