primo piano in camiciaConferenza stampa di venerdì 18 aprile 2014, ore 11:00, davanti alla sede Agec di Verona.

Il presidente di Agec Galli Righi e la neo direttrice generale Motta hanno presentato all’ordine degli avvocati un ESPOSTO nei miei confronti, “reo” di aver eccessivamente criticato la scelta di reintegrare i 5 dipendenti che hanno patteggiato pene da 1 anno e 6 mesi a 1 anno e 10 mesi.
E’ un tentativo di impedire a Verona Pulita di continuare a fare chiarezza e pulizia nell’amministrazione locale? Ovviamente non ci riusciranno: i veronesi esigono chiarezza, trasparenza, pulizia e risposte da chi li amministra, anche alle domande più scomode, ai fatti più inquietanti. Verona Pulita è qui per questo: per pulire e ricostruire.

Perchè invece i vertici Agec non si preoccupano di questi FATTI? Perchè glissano, sfuggono, omettono di dare risposte convincenti?

Reintegrazione dei 5 lavoratori che hanno patteggiato le pene: Agec non aveva alcun obbligo di reintegrarli, come ha spiegato Gaetano Iannuzzi, del sindacato UIL Verona. Anzi, proprio secondo il Ccnl vigente quei lavoratori infedeli avrebbero potuto essere licenziati.

Lavoratori cimiteriali: appalto Agec a consortile Bonazzi-CSM, che ad oggi non ha pagato a 15 lavoratori assunti tramite l’agenzia Inlavoro: tfr 2013, 13ema, gennaio, febbraio, marzo.
Il lavoratore Piergiorgio Fraccari per conto di tutti aveva scritto a InLavoro e consortile Bonazzi-CSM per far presente la situazione insostenibile: per tutta risposta è stato lasciato a casa, anche “grazie” all’intervento di un dirigente di Agec.

Carriere: promozioni e progressioni di carriera ben mirate, passate e recenti. Come ad esempio quella che ha coinvolto la famiglia Legramandi. Lui, Stefano Legramandi, Lista Tosi, già Presidente ed ora Vice-Presidente di Amia S.p.A.: assunto con la qualifica di operaio e rimasto al 4 livello per oltre venti anni, ma dopo che è stato nominato dal sindaco Presidente di Amia ha goduto di una formidabile progressione in Agec tanto da arrivare all’8 livello responsabile URP (specializzazioni – titoli di studio: zero).
La moglie Z.V., proposta dalla neo Direttrice di salire dal 6 all’ 8 livello (funzionario – capo sezione servizi inquilinato).
La sorella C.L., assunta in Amia all’epoca del Legramandi Presidente.

Collaborazioni: appena insediata la neo Direttrice ha stipulato un contratto di collaborazione con il giornalista R.C. per il ruolo di “addetto stampa”. A titolo oneroso. Ma un giornalista (M.C.) c’era e c’è già in azienda, con titolo idoneo (pubblicista, come lo era l’ex Dirett. Resp. dell’agenzia stampa Tartaglia), con esperienza specifica fuori e dentro l’azienda (fu addetto stampa a titolo gratuito con la presidenza Croce). Perché allora ricorrere ad un collaboratore esterno? Perché gravare di un costo l’azienda?
Forse perché M.C. aveva collaborato con Croce e per aver eseguito delle ispezioni all’anagrafe su incarico dell’allora presidente all’epoca dei famosi esposti, era stato “sanzionato” (un’ora di multa…) dall’ex D.G. Tartaglia?

La Guardia di Finanza: è tornata più volte nelle ultime settimane in Agec.
Perché Presidente e Direttrice non spiegano ai veronesi i motivi? Che documenti sono venuti a sequestrare? Cosa hanno da nascondere? Ci sono degli indagati tra i lavoratori e imprenditori che lavorano per Agec? Chi sono?
Esigenza di trasparenza.

Michele Croce

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