Michele Croce ha 41 anni, è nato e cresciuto a Verona, ove tuttora vive. E’ fondatore e titolare di uno studio legale e tributario che gli ha permesso di conoscere le realtà economiche, professionali e sociali della città. Nel 2012 partecipa alle sue prime elezioni comunali e si candida nella lista civica di Tosi. I voti arrivano: 718 preferenze, record storico per un esordiente.

Voti e professionalità (avvocato tributarista, con esperienze in CdA di società quotate) lo portano alla Presidenza di Agec (a compenso zero), l’ente sociale per eccellenza a Verona che si occupa di case popolari, farmacie comunali, refezione scolastica, cimiteri ed onoranze funebri. Ma anche di appalti urbanistici misti pubblico/privato complessi. Molto complessi.
Si insedia il 12 luglio 2012 e da subito dà un svolta alla conduzione dell’ente. Presenza costante, conoscenza personale di tutti i dipendenti e prime battaglie, di giustizia e legalità. Tra luglio e agosto partono i blitz con le forze dell’ordine per stanare i furbetti nelle case Agec. Partono alcune verifiche aziendali per controllare procedure ed appalti stranamente concentrati in poche e fortunate imprese, gli strani benefit che queste imprese donano a qualche fortunato dipendente, i fortunati destinatari di strani affitti clamorosamente bassi in case di pregio in centro storico a Verona. Troppo, decisamente troppo per un neo-presidente senza arte né parte (politica si intende). E scoppia così ad orologeria nel settembre 2012 lo scandalo dei presunti arredi nell’ufficio del presidente. Tutto falso, ma l’alibi per il Sindaco Flavio Tosi è pronto ed il 5 novembre lo revoca dall’incarico di Presidente di Agec.
Ma la Giustizia, anche se lenta, prima o poi arriva: nel giugno del 2013 il TAR Veneto dà definitivamente ragione all’avvocato Croce, annullando l’ingiusta revoca di Tosi. Ma perché far fuori Croce dall’Agec con un pretesto? E’ presto detto: occorreva eliminare un presidente scomodo, costringerlo alla resa, eliminarlo dalla scena prima che le sue scoperte sulla appaltopoli in Agec diventassero di dominio pubblico. Infatti il Presidente Croce, dopo aver relazionato il Sindaco Tosi senza riscontro (celebre la frase del Sindaco: “Nelle relazioni di Croce non c’è nulla di illegale, nessun reato!”), denunciò tutto alla Guardia di Finanza. Le conseguenze sono note a tutti: direttore generale, dirigenti e dipendenti di Agec arrestati, indagati, alcuni patteggiati altri condannati per turbativa d’asta e abuso d’ufficio. Da simbolo di pulizia in Agec, l’avvocato Croce diventa simbolo di pulizia a Verona: sono sue le denunce dell’operato del Vice-Sindaco Giacino (arrestato e condannato per corruzione), dei legami anomali tra appalti comunali e personaggi legati alla ‘ndrangheta (che dedicherà all’avvocato Croce alcune “attenzioni”), e di altri esempi di cattiva amministrazione in città, portati alla ribalta anche dai giornalisti di Report che sul sistema Verona hanno dedicato nell’aprile 2014 una puntata storica.
L’avvocato Croce fonda così Verona Pulita, e le battaglie civili del movimento vengono conosciute e studiate oltre i confini locali e nazionali: Verona Pulita viene ufficialmente dichiarata come esempio nella lotta della società civile contro la corruzione dal Gopac (l’associazione mondiale dei parlamentari contro la corruzione) e da Transparency International, dai quali riceve encomi ufficiali. L’avvocato Croce diventa relatore in numerosi incontri e convegni sul tema in tutta Italia, oltre che protagonista di ricerche e studi. Ma il senso di tutto rimane Verona. Michele Croce sta raccogliendo tutte le realtà civiche, economiche, scientifiche, professionali e lavorative della città, per proporre alle elezioni comunali del 2017 una vera alternativa all’attuale amministrazione. Un laboratorio già attivo, con oltre 2000 iscritti e coordinatori in tutti i 73 tra quartieri, borghi, frazioni del Comune di Verona. Parole d’ordine: pulizia e competenza. Sulla pulizia, molto è stato fatto e molto sarà fatto, nel Comune e negli enti locali partecipati, diventati veri e propri poltronifici. Sulla competenza, Verona Pulita punta su una squadra di governo della città di altissimo profilo.
E’ in fase di redazione il programma, che verrà presentato in autunno, articolato su 3 proposte shock che sapranno rispondere alle esigenze dei veronesi. Nessuna alleanza possibile all’orizzonte: Verona Pulita è alternativa ai partiti politici (veri o camuffati) e per questo cercherà ed accetterà il confronto con i cittadini e le associazioni ma non con i professionisti della politica.

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